Sono appena state allestite tre mostre al Mudec di Milano che trattano in modo diverso il tema della geografia.

Non dobbiamo partire prevenuti, ricordando le lezioni di geografia, magari noiose, che abbiamo frequentato a scuola. Il tema ricorrente è Geografie del futuro. Queste mostre rappresentano sicuramente un modo innovativo di approcciarsi al mondo attraverso allestimenti molto originali. Inoltre assolvono i compiti di un museo: conservare il passato, interpretare il presente e indovinare il futuro.

Capitani coraggiosi: la mostra che vi porta dal sottosuolo al cielo

mostre al mudec

Dopo che sono state scoperte tutte le terre del pianeta, è arrivato il momento di studiare la geografia verticale ovvero dal sottosuolo alle cime delle montagne fino all’esplorazione del cielo. Con frasi, interviste, fotografie e preziosi cimeli, la mostra vuole ricordare i grandi Capitani Coraggiosi del Novecento che hanno contribuito enormemente alla creazione del mondo come lo conosciamo oggi. Parlando delle nuove frontiere dell’esplorazione, l’esposizione ci permette di scoprire vette, spazio, abissi e la terra più profonda. Racconta eventi come la conquista del K2 e il primo aereo che volò sulla città di Milano, facendo immergere i visitatori in atmosfere suggestive.

Se a parlare non resta che il fiume

“Noi siamo le nostre storie – storie che possono rappresentare una prigione o un’opportunità di
riscatto. Grazie alla forza delle voci e delle immagini di cui è intessuto, questo racconto vuole rompere il silenzio ed essere una liberazione, generare nuove visioni e favorire un cambiamento di prospettiva. Trasportati come per incanto lungo le rive del fiume Omo, circondati dalle voci e dalle parole dei suoi abitanti e al ​cospetto dei loro volti, per i visitatori sarà come far proprie le storie e i timori di quei popoli minacciati.”

Queste parole di Leonardo Sangiorgi di Studio Azzurro catturano il cuore e la finalità di questa seconda mostra temporanea. Gli organizzatori si sono posti l’obiettivo di sensibilizzare e informare le persone sulle vite, le terre e le culture dei popoli indigeni che vivono nella bassa Valle dell’Omo in Etiopia e attorno al Lago Turkana in Kenya. Queste popolazioni sono colpite da una grave crisi umanitaria e ambientale, provocata dall’umanità.

Le testimonianze dirette di alcune donne indigene ci accompagnano in un viaggio lungo le sponde di un grande fiume africano.  La mostra in particolare pone l’accento sul legame profondo tra ogni uomo e il proprio habitat, ricordando che l’umanità consiste nel mantenere le differenze.

The art of Banksy: a visual protest

La terza mostra sarà aperta al pubblico dal 21 novembre 2018 al 14 aprile 2019.

Banksy è un artista fantasma che si dedica alla street art, spesso ponendosi in contrasto con l’egemonia del potere. Realizza opere d’arte sui muri di diverse città in tutto il mondo e acquista sempre più la fama di artista creativo e irriverente. La mostra raccoglie circa 70 opere tra dipinti, sculture, oggetti ed espone tramite fotografie e video i suoi famosi murales. Questa esposizione si ricollega al filo tematico inerente alla geografia del futuro, poiché i luoghi in cui i lavori di Banksy sono stati realizzati spesso sono legati alla loro funzione o al loro messaggio.