Una vita da scienziata è una roba importante. È importante perché fino a qualche mese fa, Donna Strickland non aveva una sua pagina Wikipedia. Non rispettava i requisiti minimi di notorietà, dicevano. Almeno fino al 2 ottobre, giorno in cui Donna vinse il premio Nobel per la fisica. La terza donna ad aggiudicarselo, la prima in quasi 40 anni. Donna Strickland da anni era una delle più geniali scienziate del nostro tempo, eppure non era su Wikipedia – dove c’è persino Tina Cipollari. Stupirsene, tuttavia, sarebbe ingenuo.

Le STEM (le materie matematiche e scientifiche) sono roba da maschi.

Secondo una ricerca della Boston Consulting Group, lo pensa il 70% degli italiani, secondo cui le donne non sono in grado di ricoprire posizioni scientifiche di alto livello. Con loro concordano i professori, che solo nel 19% dei casi sostengono le studentesse che scelgono STEM. E anche i datori di lavoro: in Italia non più del 31% delle donne riesce a trovare lavoro in ambito scientifico. La somma di questi dati indica che la ricerca non sfrutta più della metà delle menti che potrebbero migliorarla, solo perché rinchiuse in un cranio femminile.

Luisa Torsi, Chimica, docente all’Università degli Studi di Bari e alla Åbo Akademi University in Finlandia.
Mostra “Una vita da scienziata – I volti del progetto #100esperte”, fotografo Gerald Bruneau, ©Fondazione Bracco

Ecco perché Una vita da scienziata è importante. Perché si lega al progetto #100esperte, ideato dalla Fondazione Bracco col fine di valorizzare l’expertise femminile in un mondo ancora sotto il dominio maschile. Per far capire, insomma, che anche le femmine possono essere scienziati e pure parecchio bravi. La Fondazione Bracco ha già dato vita a una banca data online dove sono raccolti i profili di eccellenti professioniste. Accanto a questa, dal 15 gennaio, è arrivata una mostra fotografica.

Una vita da scienziata – I volti del progetto #100esperte è la raccolta dei volti delle più brillanti menti italiane.

Una mostra fotografica a cura del fotografo Gerald Bruneau. Artista dedito a documentare eventi che cambiano il mondo: dal conflitto in Israele all’attività dell’Armata Rossa. Non è un fotografo che cerca la mera bellezza, Bruneau. È un professionista che sceglie di puntare l’obiettivo sui temi cardine della nostra contemporaneità, per mostrarne il lato più vero. E che, oggi, ha scelto di illuminare Barbara, Patrizia e Elisabetta, perché anche loro stanno contribuendo a cambiare il mondo in cui viviamo.

Caterina La Porta, Biologa, docente di Patologia Generale, Group Leader del gruppo di ricerca OncoLab.
Mostra “Una vita da scienziata – I volti del progetto #100esperte”, fotografo Gerald Bruneau, ©Fondazione Bracco

Biologhe, chimiche, astrofisiche, matematiche e paleontologhe. Ritratte tutte nel luogo di lavoro, lì dove danno il loro meglio. Lì dove avviene la magia. Anche se il termine magia è quantomeno improprio. Non c’è niente di casuale né di miracoloso in quello che fanno queste donne. È tutto frutto di arduo lavoro, fatica e dedizione. Non maghe, ma geni che, fino al 30 giugno, potrete ammirare – gratis – presso il CDI-Centro Diagnostico Italiano di Milano.