I brividi per il primo trailer sono indimenticabili come una grande storia d’amore. Ricordo ancora il momento esatto in cui il video con i primissimi secondi di Bohemian Rhapsody è apparso nella mia Home di Facebook. Memorabile. Poi è incominciata la lunga attesa. Mesi di unghie rosicchiate, continui collegamenti sui social per carpire informazioni rilevanti ed è impossibile contare le volte in cui ho visto e rivisto il trailer con gli occhi sognanti.

Scena tratta dal film Bohemian Rhapsody

E’ arrivato novembre e finalmente il film più atteso dell’anno è giunto nelle sale. Alte le aspettative e tante le critiche che aleggiavano da tempo nell’aria legate al protagonista Rami Malek, scelto dopo l’abbandono del progetto da parte di Sacha Baron Cohen a causa di divergenze creative. Poi il regista Bryan Singer, licenziato per le continue ed ostinate assenze sul set, sostituito poi da Dexter Fletcher.

Cosa aspettarsi quando si aspetta?

La trepidante attesa induce lo spettatore a porsi molte domande sui contenuti che verranno trattati all’interno del film, da qui tutte le aspettative che probabilmente non verranno soddisfatte. Partiamo dal semplice presupposto che Bohemian Rhapsody non è un documentario pertanto vi invito ad escludere dalla vostra mente che gli eventi narrati rispecchino al 100 per 100 la realtà o che riportino per filo e per segno fatti realmente accaduti. Stiamo parlando di sceneggiatura che per definizione possiede la libertà di dilettarsi con il copione e di inserire a suo piacimento elementi che possano essere discordanti con quanto concretamente avvenuto.

Dopo questa breve ma indispensabile premessa, possiamo addentrarci un po’ di più nella trama. Al centro la figura di Freddie Mercury, nome d’arte di Farrokh Bulsara, nato a Zanzibar nel 1946 e morto a Londra nel 1991 di una forte broncopolmonite che gli fu fatale a causa dall’AIDS. Il film riporta alcuni momenti salienti della carriera dei Queen, nello specifico dalla nascita quasi casuale della band, la loro ascesa, fino al Live Aid del 1985.

Scena tratta dal film Bohemian Rhapsody

Vedendo il film la domanda sorge spontanea: come diamine è possibile riprodurre alla perfezione una voce così particolare senza avere la possibilità di ingaggiare il vero cantante? Eh, molto semplice in realtà. La risposta è Marc Martel, un “sosia vocale” di Mercury che ha interpretato ogni singola canzone all’interno del film, affinché fosse possibile ricrearne l’effetto realistico ed evitare spiacevoli playback che si sarebbero notati e avrebbero rovinato la magia.

“Se devi fare una cosa, falla con stile”

Detto ciò, il film comunque non ha più di tanto conquistato la critica. Perché? Ritengo che per i più insaziabili, probabilmente la mancanza di precisione e di rispetto dei fatti realmente accaduti, abbia sicuramente inciso ma come detto prima, non si tratta di un documentario, quindi direi che in questo senso non sia corretto accanirsi.

Scena tratta dal film Bohemian Rhapsody

Rami Malek è ovviamente finito al centro del mirino perché si sa, quando imiti un’icona, la critica è quasi scontata perché ci sarà sempre qualcosa che non va in quello che cerchi di emulare o di interpretare. Freddie Mercury è l’esatta definizione della Rock Star dei suoi tempi. Un artista che si è fatto portavoce di una grande cambiamento in ambito musicale, naturalmente dotato di una voce divinamente unica. Freddie diceva “Ho sempre saputo di essere una star. Ora tutto il mondo è d’accordo con me“.

Rami Malek in una scena tratta dal film Bohemian Rhapsody

La sua complessità interiore però non ha reso così oscuri alcuni degli elementi che lo caratterizzano come il suo atteggiarsi sul palco con abiti appariscenti, il modo in cui maneggiava l’asta del microfono o il suo personale contatto con il pubblico nel corso dei concerti. Sono tutti elementi che contraddistinguono questa icona della musica rock e che hanno permesso al protagonista di Bohemian Rhapsody di immedesimarsi alla perfezione nel personaggio.

A mio modesto parere, l’attore ha esaminato e studiato nei minimi particolari le movenze del cantante  con una certa dedizione, anche se devo ammettere che in alcuni tratti l’ho trovato un po’ troppo “rigido” ma non credo sia stata una missione semplice. Come direbbe Freddie “Se devi fare una cosa, falla con stile“. Vi invito a guardare su YouTube il live e confrontare le due figure. Ne rimarrete stupiti!

Freddie Mercury con il costume da Re

Qualche stonatura di troppo

Quando si assiste ad uno spettacolo di questo tipo, l’esito è sempre molto personale. Ho sentito numerosi pareri discordanti, tra chi usciva dalla sala entusiasta e chi invece si portava in bocca un sapore più amaro. Personalmente valuto il mio livello di gradimento di un film dallo stato emotivo ai titoli di coda. Se l’emozione mi ha travolta, generalmente mi sciolgo in un mare di lacrime e la sensazione provata permane per qualche ora. In caso contrario, esco dalla sala in uno stato confuso con una serie di emozioni negative che devo riordinare e incanalare.

Scena tratta dal film Bohemin Rhapsody

In questo caso specifico, Bohemian Rhapsody non mi ha commossa. Mi sono sicuramente emozionata. In molte scene la musica era padrona assoluta in comunione con un abile gioco di immagini e di inquadrature. Diciamo che con una colonna sonora di questo tipo, è difficile non colpire lo spettatore o perlomeno è impossibile lasciarlo impassibile. Purtroppo ritengo che i grandi film siano altri e che le mie aspettative non siano state del tutto soddisfatte.

Tra le critiche che sono emerse sulla trama non sempre affine alla realtà, emergono anche interessanti spunti e aneddoti che io personalmente non conoscevo. Un esempio è l’appassionante storia d’amore tra Freddie e Mary Austin che ha caratterizzato la prima fase della carriera del gruppo e che è stata significativa per questa rock star nota a tutti anche per il tema dell’Aids e dell’omosessualità. Oppure altro esempio è il rapporto conflittuale che Mercury ha avuto con le sue origini e di conseguenza con la sua famiglia un po’ troppo conservatrice per una personalità così di spicco come la sua.

No escape from reality

Ci sarà sempre qualcosa da dire su Bohemian Rhapsody e ci sarà sempre chi lo amerà e chi lo odierà. Raccontare la storia di un gruppo così noto come i Queen che hanno davvero apportato un importante cambiamento in ambito musicale, non è per nulla facile, specialmente se al centro della scena c’è una figura complessa e articolata come quella di Freddie Mercury.

Ah, per voi lettori un po’ ritardatari, vi ricordo che Natale è alle porte! Non sapete dove andare? Chiedete alla nostra Marta che in questo breve articolo offre qualche interessante consiglio!