«La commedia all’italiana è questo: trattare con termini comici, divertenti, ironici, umoristici degli argomenti che sono invece drammatici. È questo che distingue la commedia all’italiana da tutte le altre commedie…».
Con queste parole il regista e maestro Mario Monicelli riuscì a riassumere perfettamente quello che era il cuore pulsante e lo scopo della commedia all’italiana.

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Mario Monicelli

Questo filone cinematografico non deve esser confuso con le commedie (soprattutto d’oltreoceano) a cui siamo abituati oggi in cui assistiamo a rocambolesche storie unicamente tinte da un forte senso umoristico e poco critico o satirico.
La commedia nostrana nasce invece dall’esigenza di raccontare eventi già affrontati ad esempio in correnti precedenti (neorealismo) alleggerendo il tutto con una velata e puntigliosa vena satirica e appunto comica.
I primi lungometraggi del genere vedevano protagoniste tematiche ed eventi molto forti come le grandi guerre, problematiche cittadine o della periferia.
Questa comicità poteva anche esser condita da morti illustri come accade molto spesso anche ai protagonisti principali.
Con l’evolversi delle trame e della partecipazione di diversi attori si provò a mostrare quanto costituito anche all’estero soprattutto puntando l’attenzione negli USA e in particolare nella fabbrica cinematografica tanto sognata e pensata… Hollywood.
Le nostre opere tragicomiche ebbero un discreto successo anche oltreoceano ma a causa della forma spesso dialettale o legata a tradizioni del nostro paese non furono totalmente capite o comunque non riuscirono a coinvolgere totalmente il pubblico straniero che spesso non si riusciva ad immedesimare nei protagonisti e nella sua storia.

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Un Americano a Roma _ Alberto Sordi

Abbandoniamo però questa parentesi storica e concentriamoci su quelle commedie che ancora oggi riescono a trattare temi molto delicati in modo leggero e spesso divertente.
Perché secondo me “è facile far ridere ma non è facile far sorridere e riflettere allo stesso tempo”.

Se mi fermo a riflettere e penso a quale sia quella persona che incarni entrambe le cose, commedia e riflessione, allora il primo nome che mi viene in mente è Claudio e poi mi ricordo che anche lui, come tutti noi, ha un cognome e quindi si, per me Claudio Bisio è Maestro in questo. Maestro nel far sorridere e riflettere allo stesso tempo; Maestro nel saper cogliere dalle piccole cose grandi opere d’arte.
Pensiamo a Benvenuti al Sud e successivamente (anche se lo ritengo meno bello del primo) Benvenuti al Nord.

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Benvenuti al Sud _Claudio Bisio e Alessandro Siani

La tematica affrontata è di quelle che scottano, di quelle di cui si sente ogni giorno parlare, di quelle che spesso si caratterizzano per discussioni accese e conseguenti scontri anche fisici. La differenza fra la percezione del Nord e del Sud del nostro paese. Chi vive al Nord ha molto spesso un pregiudizio per ciò che concerne a 360 gradi il Sud del paese e così avviene anche al contrario. Un razzismo interno che non è produttivo, che non è costruttivo ma è solo costituito da una profonda ignoranza di base.
Dai, provateci anche voi, guardate il film che ho citato e se volete poi guardatene in sequel e provate a farlo con gli stessi occhi e lo stesso scintillio che riscontrate nelle interpretazioni attoriali negli stessi.
Potreste pensare che il cinema è finzione e quindi anche le interpretazioni lo sono ma no, sbagliate. Dietro ad una grande interpretazione spesso si cela il cuore stesso della persona che sta recitando ed è proprio vero che gli occhi non mentono e fidatevi, quelli di Bisio non mentono mai.

La grande capacità del cinema è quella di trasportarti all’interno della scena e fartela vivere personalmente attraverso emozioni e sentimenti ed io, nordico di nascita e nordico di cuore, mi sentivo a casa quando nel film Benvenuti al Sud viene detto che “quando un forestiero viene al Sud piange due volte: quando arriva e quando parte”. Emozionante, semplice, incisivo.

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Claudio Bisio

Questa è commedia all’italiana, questa è in piccolo quello che quella corrente cinematografica dei grandi Maestri come Sordi, Monicelli, Totò, Tognazzi, De Sica, Mastroianni, Gassman e molti altri ci ha lasciato.
Noi italiani abbiamo cuore, siamo calorosi, attenti e maestri di vita e ancora oggi assistiamo a gesti di altruismo e bontà ed il cinema ne è parte integrante.

Più recentemente, con altri modi e forma stiamo assistendo ad un exploit di un altro attore e comico del nostro panorama nazionale che conosciamo come Checco, Checco Zalone.
Ci tengo a nominarlo perché in quanto amante del nostro cinema e in generale di quello mondiale mi altera molto il fatto che molti reputino “stupidi e volgari” i suoi film.

Commedia - Che Bella Giornata _ Checco Zalone

Che Bella Giornata _ Checco Zalone

La realtà è che il signor Zalone è sia un grande attore che un grande narratore e per poter parlare al meglio del contesto e della tematica che vuole discutere e rappresentare deve abbassarsi o porsi agli stessi livelli di essa.
I suoi film sono ad oggi lo specchio più sincero e vivo della nostra società e dei più grandi pregiudizi e giudizi che aleggiano nelle nostre teste su ciò che è diverso, difficile, lontano

Quindi ricordate che dietro ad ogni vera commedia all’italiana si nasconde una grande e drammatica realtà o tematica.