Green Book è il film diretto da Peter Farrelly che ha conquistato il pubblico e la critica internazionale. Il 25 febbraio si è svolta l’ultima edizione della Cerimonia degli Oscar che ha conferito alla pellicola la statuetta come miglior film, migliore sceneggiatura originale e non meno importante la vittoria di Mahershala Ali come miglior attore non protagonista. Potrei andare avanti all’infinito ad elencare i numerosi riconoscimenti e i premi che questo film ha ottenuto dalla critica ma in questo particolare spazio, visto il recente avvenimento, vorrei focalizzare l’attenzione sugli Oscar e sull’esito positivo delle numerose candidature.

Oscar per il “Miglior film”

E’ difficile generare disaccordo su questa vittoria. Green Book è un film meravigliosamente costruito. Non è semplice da spiegare quanto questa pellicola sia in grado di trasmettere ma ci possiamo provare.

Cerimonia Oscar 2019

Green Book per definizione era una piccola guida tascabile nota con il nome di The Negro Motorist Green-Book. Fu pubblicata negli Stati Uniti dal 1936 al 1966 e riportava tutti i luoghi e i servizi in cui le persone di colore erano ben accette. Per chi non lo sapesse, erano anni in cui il razzismo era particolarmente forte e molti posti non permettevano l’ingresso a persone che non avessero pelle chiara.

The Negro Motorist Green-Book

Questo particolare libricino di cui molti di noi ne ignoravano l’esistenza, dà il titolo all’intero film e fa da perno all’intera storia che, oltre a raccontare una bellissima amicizia tra un italo-americano e un afroamericano, ci mostra una piccola battaglia combattuta da un grande uomo che ha tentato di utilizzare la musica come strumento – ironico – per cambiare la storia.

Oscar per la “Migliore sceneggiatura originale”

Green Book è la storia di un’amicizia. La storia di un uomo di colore che combatte per i suoi diritti. Una “storia” che molti di noi hanno solo potuto percepire dai racconti o dai libri ma che fortunatamente non hanno vissuto.

E’ un film che ci trascina indietro nel tempo, in una realtà che a volte sembra così lontana e a volte così vicina. Il razzismo è un tema che purtroppo non smette mai di esistere sia perché, nonostante ci siano stati grandissimi cambiamenti in tutto il mondo, ancora oggi troppo spesso si manifestano ancora fatti ad avvenimenti che evidenziano che sfortunatamente ci siano ancora tante falle e tani cambiamenti che devono ancora avvenire, sia perché non deve smettere di rimanere vivo nei nostri ricordi.

Fin qui non sembrerebbe esserci nulla di “originale” eppure Green Book ha vinto questo e tanti altri premi. E’ vero che i temi di per sé li conosciamo già ma la peculiarità della pellicola sta nel modo in cui vengono raccontati e organizzati nella trama. La sottile e delicata ironia che fa da collante a ciascun singolo elemento e il delizioso viaggio che siamo invitati a fare con i protagonisti, rendono questo film davvero unico. Indimenticabile.

Tony Vallelonga e Don Shirley in una scena tratta da Green Book

Non sono i temi che vengono narrati ma il modo in cui vengono disposti a fare la differenza in un film e questo è ciò che rende Green Book davvero speciale. Ricordatevi sempre che lo spettatore quando abbandona la sala, se ha assistito ad una buona programmazione, perde il senso del tempo e della realtà. Il coinvolgimento e l’immersività devono essere appaganti.

Oscar per il “Migliore attore non protagonista”

In ultimo vorrei dedicare un piccolo spazio a Mahershala Ali, attore che a distanza di due anni è riuscito a collezionare già due bellissime statuette dorate. Già me le immagino posizionate dentro una vetrinetta, esposte nella zona living. Non servo io per dirlo perché persone più competenti di me hanno già espresso la loro ma per diamine, è davvero bravo!

Don Shirley in una scena tratta da Green Book

L’attore statunitense, volto noto della serie True Detective, interpreta il famoso pianista di origini africane Don Shirley. Shirley è un uomo raffinato e colto, dai modi di fare eleganti, in perenne contrasto con quelli più burberi e rozzi del compagno di viaggio Tony Vallelonga (Viggo Mortensen) – altro attore sensazionale.

Mahershala è impeccabile. Come il personaggio di cui indossa i panni, si fa portatore di un ulteriore cambiamento nello storia: assieme a Denzel Washington è il secondo ad essersi aggiudicato ben due statuette d’oro e in così poco tempo l’una dall’altra. Non credo si debba aggiungere altro.

I ricordi di un’amicizia: Vallelonga VS Shirley

Alla fine, come spesso accade in molte pellicole, veniamo improvvisamente trascinati in un vortice di commozione quando lentamente si susseguono scatti di vita e di reale amicizia. Basta fermarsi qualche minuto in più per leggere i primissimi titoli di coda e scovare il nome di Nick Vallelonga tra gli autori accreditati del film e questo la dice lunga. Il figlio è parte integrante della storia e la sua mano è presente in ogni frammento.

Tony Vallelonga e Don Shirley

Questa aspetto non rende più realistica la storia, semplicemente l’avvicina ad un particolare point of view, in disaccordo con quello dei parenti di Shirley. E’ naturale che se il ricordo viene alimentato solo da un lato, l’altra parte in qualche modo ne risentirà di inadempienza o di inesattezza e questo aspetto ha generato diversi scontri tra le due famiglie.

Purtroppo nessuno di noi potrà mai conoscere la versione dei fatti più prossima alla verità. Pochi frammenti, interviste, foto e racconti mischiati con una buona dose di creatività, hanno reso questo film un prodotto vincente. Garantito.