Il 1° gennaio 2019 è uscito nelle sale italiane il nuovo film di Luca Guadagnino: Suspiria. La pellicola era stata già presentata al Festival del Cinema di Venezia portando in Laguna Tilda Swinton, Dakota Johnson, Mia Goth e Chloë Grace Moretz.

Suspiria è il remake dell’omonima pellicola diretta da Dario Argento nel 1977, esperimento che nel suo genere ha fatto scuola. Il remake di Guadagnino però prende le distanze dall’originale, pur restando evidente l’ispirazione di fondo. Entrambi si aprono con l’ingresso di una giovane e promettente ballerina in una prestigiosa e misteriosa scuola di danza. L’ambientazione è la Germania, anche se in città differenti. Argento aveva scelto Friburgo, in Baden-Württemberg, regione molto legata a letteratura e romanticismo tedesco, dove si ritrovano spesso grandi autori del romanzo russo a Baden-Baden tra case da gioco e stazioni termali.

Guadagnino invece sviluppa la sua storia in una Berlino della seconda metà degli anni Settanta. La città è gelida, piagata dalle ferite della storia, segnata dalle tensioni politiche. In entrambi i film molta attenzione viene data alle musiche: celeberrima la colonna sonora del primo Suspiria scritta dai Goblin, raffinata invece quella di Thom Yorke per la scrittura delle musiche del remake.

Suspiria_ Il Film

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Nei due film il lavoro dei costumisti è stato indubbiamente accurato, ma il film di Guadagnino rappresenta una vera e propria gioia per gli amanti del vintage. La costumista, Giulia Piersanti, già in passato aveva lavorato con Guadagnino e, mettendo mano al progetto di Suspiria, ha studiato il meglio della moda europea anni Settanta. In più ha aggiunto un personalissimo tocco che contribuisce in modo non indifferente alle atmosfere magiche del film.

Giulia Piersanti è una designer che si occupa di maglieria per case di moda del calibro di Celine e Balenciaga. Lavorare ai costumi di questo film le ha dato quindi il potere di creare un intero mondo di colori, forme, pieghe, tessuti e accessori. A influenzare molte delle scelte stilistiche è stato “Sybille”, un magazine di moda e cultura della Germania dell’Ovest, molto popolare tra le donne tedesche durante gli anni Settanta. Per reperire le copie della vecchia rivista, Giulia Piersanti si è spesa in un’accurata ricerca su siti per collezionisti.

Alla CNN Style ha inoltre dichiarato che si è approcciata alla creazione dei costumi per Suspiria iniziando a fare diversi approfondimenti sul mondo della stregoneria e sul simbolismo ad essa connesso. Di grande inspirazione anche le opere di artiste contemporanee come Louise Bourgeoise Rebecca Horn.

In Suspiria il corpo femminile si lega ai simboli archetipici che lo rappresentano, alle geometrie e ai colori intensi come il rosso sangue. È così che nasce l’abito che le ballerine indosseranno portando in scena il balletto Volk. Si tratta di un costume dalle linee geometriche, ottenuto intrecciando corde solitamente utilizzate per il bondage. Queste corde cadono sul corpo delle ballerine e seguono tutti i loro movimenti, in una danza frenetica da ancestrali figure della cultura germanica. Sembrano quasi “colare” come sangue sulla pelle nuda delle ballerine. Il rapporto con la natura “biologica” delle fibre e dei tessuti è molto forte e rappresenta una vera e propria cifra stilistica di tutto il lavoro, al punto tale che, per creare i costumi della scena del sabba finale, Giulia Piersanti dichiara di aver usato veri capelli umani.

Molti i vestiti dalla linea minimale, colpisce in particolare lo stile della severa e raffinatissima Madame Blanc, interpretata da una magistrale Tilda Swinton. I suoi vestiti lunghi e monocromatici diventano una vera e propria divisa. Gli abiti delle ballerine sono morbidi e lasciano intravedere tutta la tensione e la carnalità dei corpi delle giovani artiste.

Il film ha fatto discutere, ha spaccato pubblico e critica, in particolare per quanto riguarda le sue affinità e divergenze con la versione di Suspiria del ’77.

Ad ogni modo Guadagnino si conferma un regista estremamente attento alla cura del dettaglio, capace come pochi altri di deliziare con i particolari.

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