Sono passati più di 36 anni da quando Sir Alfred Hitchcock si spense nella sua casa di Los Angeles la mattina del 29 aprile 1980. Genio del CinemaMaestro del brivido, creatore di ansie e forti spaventi, innovatore e rivoluzionario: Hitchcock è una di quelle personalità che non si possono descrivere in una parola. Hitchcock semplicemente “è”.

Classe 1899, Alfred Hitchcock nasce a Leytonstone, vicino Londra. Figlio più piccolo di William, gestore di due negozi di frutta e verdura, fin da bambino mostra un grande interesse per le arti. Crescendo diventa un assiduo frequentatore delle sale cinematografiche: i suoi miti sono Charlie Chaplin, David Wark Griffith, Buster Keaton, Douglas Fairbanks e Mary Pickford. La svolta nella sua carriera avvenne nel 1923, quando fu assunto dalla Balcon-Saville-Freedman in qualità di aiuto-regista. Talento e ambizione fecero il resto: da lì a breve tutto il mondo iniziò a conoscere il cinema secondo Alfred Hitchcock.

Le tematiche portate da Hitchcock nei suoi film sono molte e complesse per cui ci limiteremo a scriverne una traccia: spesso sono legate alla sfera personale come comportamenti sociali di aggressività passiva e desideri proibiti non sempre frenati. La psiconalisi è fortemente presente e adoperata attraverso una poetica che ruota sempre attorno al concetto di “suspence”, intesa come ”attesa” che accada qualcosa in grado di sconvolge lo spettatore e farlo piombare in uno stato di angoscia. In uno stile disteso, classico, maturo, Hitchcock porta il brivido a essere un elemento imprescindibile per la realizzazione di una scena drammatica e spettacolare.

L’obiettivo di Hitchcock mentre realizza un film è semplice: mettere lo spettatore dentro ogni azione. Per farlo, crea inquadrature sublimi che permettono a chi guarda di essere sempre al centro della storia, quasi come se vi partecipasse.

Bisogna progettare il film come Shakespeare costruiva le sue commedie: per il pubblico“: commuovere, emozionare, spaventare lo spettatore; per Alfred Hitchcock sembrava non esistere altro. Egli appartiene a quella categoria di registi che sono realmente soddisfatti del loro operato solo se esso è accettato e recepito positivamente dalle masse. Ed è un fatto questo quasi incredibile se si pensa che Hitchcock era un genio del Cinema, portato a girare in maniera non convenzionale ogni scena, a sperimentare lo sperimentabile e forse anche più: realizzava scene di omicidi talmente perfette da essere simili a scene d’amore, riempiva di tensione la storia togliendo ogni forma di dialogo, usava battute in momenti di altissima suspence, presentando momenti di alta drammaticità in tono leggero.

Tutto questo fu possibile grazie alla straordinaria competenza tecnica di cui “Hitch” era dotato: essa si estendeva in tutti i settori del campo cinematografico, dalla fotografia al montaggio, dalla recitazione alla sceneggiatura. Nessuno come lui, nè prima nè dopo.

L’influenza che ha avuto il suo cinema è semplicemente sconvolgente: tutti i registi della Nouvelle Vague nei cui film il maestro è spesso citato, tessono le sue lodi e molti registi contemporanei come Martin Scorsese, Quentin Tarantino, Steven SpielbergWoody Allen, Ridley Scott e Tim Burton hanno spesso dichiarato quanto sia stato importante per loro imparare dal Maestro. Senza Hitchcock, che cinema staremmo guardando?

Occhi irrequieti, immagini in soggettiva, effetti sonori e musiche indimenticabili, ansie continue e schiene spesso sollecitate da brividi indicibili: il cinema di Alfred Hitchcock è inimitabile e irripetibile. Il cinema di Hitchcock “è”.

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