Ci sono voluti 25 anni e il coraggio di Jon Favreau, già mostrato nel remake de Il Libro della Giungla, per dare una spolverata a questo noto classico Disney. Il Re Leone torna al cinema con un look tutto nuovo. Non è proprio corretto parlare concretamente di live action essendo comunque un film di animazione computerizzata fotorealistica. A parte queste sottigliezze, il nuovo formato è sicuramente un capolavoro!

Una fedele riproduzione

Favreau investe tutte le sue attenzioni sulla verosimiglianza dei personaggi con la realtà. Nel caso specifico, trattandosi di animali, la maniacale attenzione al dettaglio ci proietta in un universo più simile ad un documentario che ad un prodotto cinematografico.

La bellezza dell’assoluto realismo, non è l’unico punto a favore. Siamo tutti d’accordo nel dire che nessuno di noi apprezzi grandi stravolgimenti di trama quando si tratta del remake di un prodotto Disney. Potete tirare un sospiro di sollievo perché Favreau riporta tutto con la massima fedeltà. Le sue attenzioni si concentrano sulla cura dell’immagine e non sul carattere innovativo della sceneggiatura.

Ciascun personaggio è rappresentato mantenendo più somiglianza verso l’animale in sé piuttosto che il personaggio del cartone animato. Zazu, il fedele volatile di Mufasa, per esempio sarebbe un Bucero beccogiallo dal piumaggio azzurro e bianco. Nella versione animata il suo piumaggio è di un azzurro acceso mentre nella nuova versione, i colori si spengono, avvicinandosi maggiormente alle caratteristiche peculiari dell’animale africano.

Scar è forse il personaggio che maggiormente colpisce. Il suo aspetto è quello di un leone malandato, fragile, fisicamente emaciato e dal manto ingrigito. La sua criniera è spenta, poco folta e la cicatrice sul volto (per l’appunto Scar dall’inglese cicatrice) è perfettamente realizzata. Il suo aspetto quindi è la perfetta rappresentazione della sua malvagità. Chiaramente la sua immagine è posta in antitesi rispetto a quella di Mufasa: manto splendente di un colore intenso con il capo avvolto da una folta criniera marrone.

Rigidità espressiva

Non sono molte le critiche che si possono leggere sul rifacimento de Il Re Leone. Una delle poche e forse quella più ostile riguarda l’espressività emotiva dei personaggi. Probabilmente voluta essendo comunque in un contesto animale, la bellezza visiva sovrasta quella emotiva, su questo non vi è alcun dubbio.

Si tratta di una vera e propria rigidità espressiva di alcuni personaggi. Fortunatamente non vale per tutti. Ne sono esclusi infatti la simpatica coppia Timon e Pumbaa che rimane perfettamente fedele agli originali. Questi due tipetti che vivono sull’onda dell’ “Hakuna Matata“, portano una sana dose di allegria. Viene messa da parte la velata censura della versione animata e quindi parole, versi e rumori poco “raffinati” trovano ampio raggio d’azione nel nuovo Re Leone.

Ricordiamoci comunque che sono pur sempre di animali. Non è un aspetto trascurabile quando si tratta di mimica facciale. Avete mai visto un leone ridere? Oppure un uccello sogghignare? Bisogna essere obiettivi e comprendere che se l’intento è quello di favorire un realismo scenico alla National Geographic, è a da ritenersi meno rilevante l’espressività dei personaggi che rispecchierà fedelmente quella degli animali.

Sing Sing Sing

Con gioia vi confermo che nessuno si è permesso di modificare le canzoni originali! Come detto precedentemente, la trama è estremamente fedele alla prima versione de Il Re Leone e non ne sono escluse anche le canzoni che portano un po’ di colore in questa pellicola dai toni più grigi.

Nella versione americana, la voce di Simba è affidata a Donald Glover mentre quella di Nala a Beyoncè. In Italia invece i medesimi personaggi sono interpretati rispettivamente dai cantati Marco Mengoni ed Elisa. Al loro fianco, Luca Ward per la voce di Mufasa, Massimo Popolizio è Scar, Toni Garrani interpreta Rafiki, Edoardo Leo e Stefano Fresi sono Timon e Pumbaa.

Curiosità

Il successo senza tempo di questo prodotto nato come cartone per bambini e diventato uno squisito film di animazione computerizzata, è frutto dell’insieme di una serie di elementi. Il primo fra tutti è l’originalità. Forse non tutti sanno che Il Re Leone è il primo film Disney frutto della fantasia degli sceneggiatori, quindi esente da qualsiasi legame con narrazioni già conosciute.

La mia curiosità è spesso insaziabile e dopo aver visto il nuovo Re Leone al cinema, mi sono letteralmente tuffata in una serie di articoli e video che approfondissero entrambe le versioni. Lo sapevate che i nomi dei singoli personaggi hanno un significato vero e proprio? La maggior parte proviene dalla lingua Swahili, vediamo alcune traduzioni.

Simba = leone / Mufasa = Re / Rafiki = amico / Pumbaa = senza pensieri, che si differenzia leggermente da Hakuna Matata che letteralmente vuol dire “Non esistono preoccupazioni”.

Bene ragazzi, non vorrei aggiungere altro nonostante si possa continuare a parlarne per ore. Come sempre vi invito calorosamente ad andare al cinema a godervi questa sensazionale pellicola. Non aspettate che esca in DVD! L’emozione di vederla al cinema non ha eguali. Agosto è stato un mese ricco di uscite, siete ancora in tempo ragazzi, affrettatevi!