Oggi vi parlo di questo lungometraggio del 2014 dal titolo: Men, Women & Children. In realtà non vi parlerò troppo della sua trama ma vi porrò delle riflessioni che questo film ci consegna come una lettera vecchio stile in un mondo così tecnologicamente avanti. Il lungometraggio è costituito da differenti storie collegate tra loro direttamente o indirettamente.

Don e Helen Truby sono una coppia sposata e sessualmente insoddisfatta. Loro figlio, Chris Truby, convive con una forte dipendenza per la pornografia BDSM. La perversione più profonda risulta esser l’unica cosa che riesce realmente ad eccitarlo.Men Women and Children_ScenaDonna Clint spende totalmente il suo presente dietro alla figlia in modo spontaneo e incurante dei possibili rischi. Donna infatti crea un sito internet interamente dedicato alla figlia (Hannah Clint) in cui posta, con il consenso e la partecipazione della figlia, le foto di quest’ultima in posizioni anche molto provocanti. I rischi sono alla portata di clic.Men Women and Children_scattoKent Mooney vive, con il figlio Tim, una quotidianità condita da emozioni differenti. Contrasti e affinità costituiscono il loro rapporto, quest’ultimo spaccato letteralmente dalle diverse volontà dei due. Kent infatti punta molto sul figlio poiché questo è un grande giocatore di football. Tim invece abbandona lo sport e si dedica a una vita solitaria (dettata dalla separazione dei genitori) e si rifugia in un gioco di strategia virtuale in cui riporrà anima e cuore. La madre se ne è andata e le uniche notizie che riesce a raccogliere provengono dal suo profilo Facebook.Men Women and Children_sadAllison Doss è una giovane ragazza innamorata di un teenager più grande di lei. Incurante delle possibili conseguenze, cerca informazioni su internet su come migliorare il proprio corpo e finisce così per non mangiare più, sentendosi di conseguenza sempre più bella e vicina al poter conquistare quel bellissimo ragazzo di cui ha perso la testa.Men Women and Children desiderioPatricia è una madre iperprotettiva (fin troppo) nei confronti della figlia, Brandy. La madre non solo controlla orari, voti e in generale tutto ciò che concerne le attività fisiche della figlia ma, inoltre, setaccia giornalmente e scrupolosamente ogni dispositivo elettronico e ogni profilo Social della figlia, alla ricerca di una qualsiasi possibile forma di pericolo. Seppur così ferrea e attenta, Patricia, non si accorge che la figlia nasconde un segreto molto particolare.Men Women and Children_ispezioneQueste sono le storie principali che costituiscono questo lungometraggio drammatico. Storie che andranno, poi, ad intrecciarsi l’una nell’altra attraverso piccoli incontri o coinvolgimenti totali dettati da sentimenti o voglia di cambiamento.

Men, Women & Children non è un affronto totale alle tecnologie e alla sempre più costante presenza dei Social Network nelle nostre vite. Questo film è più una pausa di riflessione, in cui il regista ci pone storie quotidiane che possono coinvolgere facilmente lo spettatore, poiché tirato direttamente in causa in tanti degli aspetti qui presentati.
Il boom tecnologico ci ha fornito essenzialmente un coltello ben affilato senza manico. Ci ha riposto quest’arma in mano e ci ha resi responsabili del suo utilizzo.

Questo accessorio, internet, si è tramutato nel tempo in una seconda pelle in cui abitiamo, una seconda realtà in cui camminiamo, di cui siamo felici e in cui vogliamo apparire al meglio agli occhi degli altri.

Insomma, internet è nelle nostre case, è nei nostri computer, nei nostri cellulari e ora anche nella maggior parte delle televisioni di nuova generazione; assolutamente una grandiosità ma anche, se ci riflettiamo, una piccola dipendenza da cui, inconsciamente, non possiamo più farne a meno.

Prima di pubblicare questo articolo ho fatto leggere dei piccoli pezzi ad un amico, soprattutto i punti in cui narro brevemente le storie dei personaggi qui coinvolti e la sua risposta è stata: “un film drammatico in cui il problema sono i rapporti fra genitori e figli, fra innamorati”
La mia risposta è stata abbastanza fulminante ed infatti ho controbattuto dicendo “No, la storia non è il problema famigliare ma la causa che rende possibili quei problemi in quel modo”.

Allora ha voluto rileggere più attentamente quei trafiletti sui personaggi è ha notato come in ogni storia, in diverse forme, ci fosse la parola virtuale o internet.
Questo è il coltello e questo è l’utilizzo irresponsabile e automatico di cui ne facciamo uso (abuso) ogni giorno in tanti piccoli modi differenti.

Provate un giorno a salire su un autobus o in metro lasciando cellulare o tablet in tasca e concentrate il vostro sguardo su chi vi è intorno e noterete tante teste chine incollate a luminosi schermi. C’è chi lavora, c’è chi gioca, c’è chi ingrandisce sull’articolo che sta leggendo, c’è chi si informa live dei risultati sportivi, chi chatta, chi controlla la Borsa, chi si innervosisce per un esito politico, chi per uno economico o chi si guarda le foto di un posto che vorrebbe raggiungere ma che ora non può.

Insomma tante teste chine e tanti sguardi che guardano ma non osservano.

Io sono un amante sincero nei confronti della tecnologia che ho a disposizione, sono il primo ad abusare di questi articoli informatici e mi piace sempre, nel bene o nel male, aggiornare e mantenere attivi i miei profili social. Poi, però, penso a quante piccole cose ci perdiamo, a quanti rapporti costituiamo realmente dietro ad uno schermo e poi, una volta affianco a quella/e persona/e, siamo muti come pesci, con molto poco da dire e molto poco da condividere.ArteSuMuro_AmoreSocialSiamo arrivati al punto di preferire un Like ad un abbraccio e siamo arrivati al punto che un commento sotto una foto è più importante di un apprezzamento in privato di persona. Siamo ossessionati dal rituale in cui, prima di cenare, si deve far la foto al piatto che abbiamo davanti, condividendolo con amici e parenti, attraverso applicazioni o messaggistica istantanea.

Questo lungometraggio, attraverso queste storie così diverse ma strettamente collegate dal medesimo mezzo di comunicazione, non punta il dito contro questa realtà informatica, ma lo fa contro l’abuso che ne consegue.

Un film che presenta un cast di spessore e che, aiutato dalle interpretazioni di altissimo livello, ci trasporta emotivamente in ogni scena. Adam Sandler, Ansel Elgort (Colpa delle Stelle), Jennifer Garner, Judy Greer (Barry Munday) sono solo alcuni dei nomi presenti in questo film.

Una regia giovane ancora imperfetta ma che ha saputo centrare il cuore del problema in modo travolgente ma allo stesso tempo delicato. Il regista è il giovane Jason Reitman, già famoso per il Golden Globe vinto nel 2010 per la sceneggiatura del film Tra le Nuvole. Già regista tra gli altri di Juno che riscontrò un grande successo al botteghino. Diverse esperienze che lo rendono sempre più vicino a consacrarsi come regista a 360 gradi.

Internet ci rende più connessi, ma non facciamo sì che questa sia l’unica forma di connessione fra di noi.Men, Women & ChildrenNessun clic potrà mai sostituire una carezza, nessun apprezzamento virtuale potrà sostituire un complimento reale e nessuna foto del piatto che state mangiando potrà sostituire il sapore che provate quando assaggiate quel cibo in tutti i suoi gusti.