This must be the place è un film che si muove tra il dolce e l’amaro, tra il sorriso e la lacrima: riflette e approfondisce diversi stati d’animo provati dall’essere umano con un tocco leggero e onirico. Esordio americano del regista napoletano premio Oscar Paolo SorrentinoThis must be the place ha ottenuto un ottimo successo di pubblico e critica: il consiglio è assolutamente di vederlo!

Protagonista del film è la ex rock star Cheyenne, interpretata da un bravissimo Sean Penn. Depresso, annoiato e completamente fuori dal tempo, Cheyenne gira per casa e per le strade di Dublino come fosse un eremita, costantemente truccata dalla rockstar che fu: capelli cotonati, cerone, smalto scuro, rossetto esplosivo e abiti rigorosamente neri. Vive nella più totale tranquillità della sua immensa dimora, fedele alla moglie Jane di professione pompiere, interpretata da Frances McDormand, andando a fare la spesa, facendo colazione ogni mattina al solito bar, giocando perfino a fare il cupido. Le sue giornate trascorrono in piena normalità ma in ogni azione si scorge un dolore profondo, un senso di tristezza proveniente dal passato che si ripercuote nel presente.

La notizia della morte del padre rompe questa immobile e discutibile serenità. Nonostante non abbia alcun rapporto con lui da 30 anni, Cheyenne va a New York per rendergli omaggio scoprendo che negli anni della sua vita suo padre ha trascorso la maggior parte del tempo alla ricerca di Aloise Lange, l’ufficiale nazista che lo aveva umiliato in un campo di concentramento durante la seconda guerra mondiale. Decide allora di portare a termine ciò che il padre aveva iniziato, cominciando così un viaggio on the road attraverso gli Stati Uniti e dentro le sue paure.

This must be the place è un’opera che non ti aspetti: parte molto silenziosamente mostrando la vita lentissima di una ex stella del rock per poi svilupparsi in un viaggio senza sosta negli Stati Uniti. In maniera poetica Sorrentino ci porta in viaggio con lui e con Cheyenne, interrogandoci sui nostri rimpianti e sulle nostre scelte passate, rendendoci consapevoli che non è mai troppo tardi per riconciliarci con la vita, magari anche solo per un possibile nuovo inizio.