È venerdì e Jake sta guidando la sua macchina mentre ascolta in sottofondo alla radio My Sharona dei The Knack. La sua destinazione è il college nel quale inizierà le lezioni il lunedì successivo e la casa che condividerà coi suoi compagni della squadra di baseball.
Inizia così Tutti Vogliono Qualcosa e questo è l’unico elemento narrativo classico e convenzionale della storia: è il prologo, quello che ci fa capire da subito il contesto nel quale si svolgerà la storia e ci fa conoscere il protagonista della stessa.

Jake, il protagonista di Tutti Vogliono Qualcosa

Jake, il protagonista di Tutti Vogliono Qualcosa

Da qui in poi il film, come molte opere del regista Richard Linklater, prende un ritmo tutto suo, fregandosene della grammatica del cinema, dei colpi di scena, delle scansioni temporali e delle svolte che dovrebbero cambiare l’andamento del film e renderlo accattivante.
Il regista di Boyhood preferisce occuparsi della parte ordinaria e forse noiosa della vita, quella che solitamente nei film viene scartata. Si dedica ai discorsi vuoti, alle serate, alle prese in giro di un gruppo di ragazzi post-adolescenti. Racconta eventi trascurabili riuscendo a renderli interessanti e appassionanti, è la sua forza da sempre.

Una scena del film Tutti Vogliono Qualcosa

Una scena del film Tutti Vogliono Qualcosa

I suoi film hanno la capacità di porsi prima o dopo gli eventi che definiremmo importanti e coinvolgenti, e questo è un talento raro, forse unico. Hanno la capacità di portarti nella vita vera e riescono a dare  l’impressione di assistere non a delle storie di finzione ma alla realtà.
Questi film non hanno momenti più importanti di altri, non hanno un inizio, una parte centrale e una conclusione ma procedono tutti sullo stesso tono dall’inizio alla fine.

Linklater ha sempre lavorato con il tempo, se pensiamo alla sua trilogia capolavoro (Before Sunrise -1995- , Before Sunset -2004- e Before Midnight -2013) vediamo Jesse e Celine in tre momenti molto diversi della loro vita, distanti dieci anni l’uno dall’altro; in Boyhood segue il protagonista per 16 anni della sua esistenza raccogliendo un frammento da ogni anno di vita.
Nel caso di Tutti Vogliono Qualcosa analizza l’età post-adolescenziale all’inizio degli anni 80, precisamente nel 1981.

Jake, Glen e Kenny in Tutti Vogliono Qualcosa

Jake, Glen e Kenny in Tutti Vogliono Qualcosa

L’ultima opera del regista texano è un film sulla spensieratezza post-liceo e pre-università, segue il suo protagonista proprio nell’ultimo weekend prima dell’inizio del college.
È idealmente la continuazione de La Vita è un sogno, pellicola che nel 1993 raccontava la vita di un gruppo di ragazzi di una high school texana nell’ultimo giorno di scuola alla fine degli anni Settanta.

Tutti Vogliono Qualcosa racconta un weekend di un gruppo di atleti texani ventenni, senza avere paura di essere sboccato, un po’ machista e ingrifato come i suoi protagonisti, in un’età della vita nella quale è normale uscire a ubriacarsi tutte le sere e pensare solo al sesso e allo sport, periodo della vita che però dura metaforicamente soltanto un fine settimana, e dopo il quale, arrivano le responsabilità e ci si avvia verso la vita adulta. Ma quella la lasciamo raccontare a qualcun altro.