Fresco dei premi vinti agli ultimi Nastri d’Argento è uscito anche in DVD e Blu-Ray uno dei film italiani più apprezzati del 2016.
La trama di Veloce Come il Vento è molto semplice: Giulia de Martino è una giovanissima pilota del campionato GT.

Durante una delle gare, il padre e allenatore muore; al funerale si presenta il fratello di Giulia, Loris, ex pilota talentuoso ora tossicodipendente, il quale torna a vivere con la sorella e il fratellino Nico e inizia ad allenare Giulia per vincere il campionato e non perdere la casa per debiti.

Loris (Stefano Accorsi) in Veloce Come il Vento

Loris (Stefano Accorsi) in Veloce Come il Vento

Il personaggio di Loris è ispirato a Marco Capone, ex pilota nato nel 1957. Queste le parole del regista Matteo Rovere a riguardo:

La sua vita è ai limiti dell’incredibile e noi, attraverso il nostro racconto, lo abbiamo voluto ricordare e omaggiare. Dopo aver lasciato la carriera da pilota, negli anni Novanta, Capone aveva accettato di lavorare come trainer per una pilota, mentre tragicamente scivolava nel tunnel della dipendenza, e così abbiamo deciso di prendere questi personaggi veri e costruirci attorno una vicenda di fantasia ispirata alla loro storia.

Giulia (Matilda de Angelis) in Veloce Come il Vento

Giulia (Matilda de Angelis) in Veloce Come il Vento

L’esordiente Matilda de Angelis interpreta la protagonista femminile di Veloce Come il Vento. L’attrice interpreta un personaggio sicuramente stereotipato, una ragazza giovane che deve tenere in piedi la sua famiglia e fare capo a delle responsabilità che, una normale diciassettenne, non dovrebbe avere. La giovanissima Matilda però riesce a conferire carattere a questo personaggio, mostrando sia lati più forti e duri che vulnerabili.

Il film gioca sul rapporto tra Giulia e Loris, con la sorella minore che si prende cura del fratello maggiore dopo averlo, in un primo momento, rifiutato e lo sceglie come allenatore riconoscendogli il talento e una comprensione del suo sport fuori dal comune.

L’unico momento in cui i ruoli dei due protagonisti si invertono è quando, una sera, Giulia torna a casa ubriaca e il fratello maggiore la rimprovera ricordandole le sue responsabilità.

Una scena di Veloce Come il Vento

Una scena di Veloce Come il Vento

Veloce Come il Vento è un ulteriore esempio della forza della localizzazione geografica e del dialetto nel cinema italiano. Che sia romagnolo come in questo caso, romano come in Lo Chiamavano Jeeg Robot o napoletano come  in Gomorra La Serie non si può non affermare che per costruire un cinema italiano che sia realistico e coinvolgente è utile utilizzare una lingua reale, non la lingua finta della maggior parte dei film italiani con gli attori che parlano in dizione teatrale.

Il film può essere sicuramente accostato ai film sportivi americani, non solo ai film di macchine come Fast & Furious e Rush ma soprattutto a film di riscatto sportivo come Rocky. 

Lo sport è solo un pretesto, per quanto le scene in macchina – sia quelle vere di repertorio sia quelle girate appositamente, come il bellissimo inseguimento nelle strade cittadine di Imola – siano girate molto bene e riescano a lasciare lo spettatore col fiato sospeso. Il film è un classico underdog movie che racconta il riscatto di una famiglia con tante difficoltà ma con un unico, grande talento che riuscirà a riscattarla nonostante tutto.