La vita non è tutta rose e fiori ma questo lo sappiamo tutti. Ci sono però alcune persone che si imbattono in situazioni davvero complicate e trovano un modo fantasioso per far fronte alle loro difficoltà. Questo è il caso di Mark Hogancamp, una storia affascinante che Robert Zemeckis ha voluto raccontare in Welcome to Marwen, uscito nei cinema italiani il 10 gennaio 2019.

Una brutale verità

Quando si assiste ad una proiezione che si dall’inizio annuncia di esser tratta da una storia realmente accaduta, la percezione inevitabilmente cambia. Si è sicuramente più predisposti ad un coinvolgimento emotivo che vorresti contenere ma che alla fine, come è giusto che sia, ti travolge quando in chiusura del film, vengono proiettate alcune immagini del vero protagonista.

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Scena tratta dal film Welcome to Marwen

Ecco quello che succede quando vedi il trailer di Welcome to Marwen. Le aspettative sono alte. Il desiderio deve essere appagato e quindi ci si organizza con gli amici per una cenetta tranquilla e un bel cinema in seconda serata. Forse sottovalutiamo sempre la stanchezza del giovedì sera.

Sarà la stanchezza ma nessuno se lo immaginava così. Il trailer trasmette un’idea di trama che non rispecchia quanto il film in realtà riporterà. Fin dall’inizio lo spettatore viene catapultato nel fantastico mondo di Marwen, una cittadina fantastica del Belgio, colpita dalla brutalità dei nazisti nel corso della seconda guerra mondiale.

Ma cos’è “Marwen”?

Sul significato concreto del nome di questa cittadina preferirei non farvi cenno perché potrei anticipare alcuni importanti riferimenti alla trama che preferirei non svelare. Posso sicuramente dirvi che Marwen è un piccolissimo e caratteristico borgo in miniatura con tanto di chiesa e di fontana al centro della piazzetta. Tra gli abitanti il comandate / pilota americano Hogie, bambolotto-alter ego di Mark Hogancamp, che combatte quotidianamente contro gli attacchi di alcuni soldati nazisti, con l’aiuto di un gruppetto di donne sexy e coraggiose.

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Mark Hogancamp e Marwen

Chi sono queste donne di Marwen? Ciascuna con delle caratteristiche specifiche, rappresentano le figure che hanno e hanno avuto un ruolo fondamentale nella sua vita. Prima di parlare di loro però, è indispensabile raccontare la storia di Mark, la vera storia.

Mark era un talentuoso illustratore. Una sera davanti a Luny Tune Saloon di Kingston, New York, viene brutalmente picchiato da un gruppo di ragazzi con un’evidente propensione per le ideologie naziste. L’uomo rimane profondamente e indelebilmente segnato dall’accaduto. I traumi fisici e psicologici porteranno Mark a dar vita a Marwen, l’immaginaria cittadina in cui proietta tutti i suoi turbamenti, le sue speranze, la sua battaglia costante contro la paura e la  fragilità che non gli danno pace.

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Scena tratta dal film Welcome to Marwen

Dalla mente di Mark nascono storie avvincenti di guerra e combattimento tra i nazisti, Hogie e le sue donne ma non solo. L’uomo documenta scena per scena con la sua macchina fotografica, immortalando questi gloriosi attimi che hanno effetti terapeutici. Gli scatti diventano piccole opere d’arte che verranno raccolte ed esposte in una galleria in una serata dedicata a lui e alla sua indomabile forza.

L’immaginazione terapeutica

Mark combatte così le sue paure, usa l’immaginazione e crea un universo in cui la sua passione per i tacchi a spillo non lo metterà in pericolo di vita e in cui ha la forza per combattere e difendersi da ogni singolo attacco del nemico.

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Scena tratta dal film Welcome to Marwen

Questo film colpisce nel profondo. E’ una freccia che ti penetra il petto e ti toglie il respiro per qualche secondo. Per i più sensibili, informo che la violenza non viene brutalmente messa in primo piano ma ci sono solo alcune rapide immagini che di tanto in tanto compaiono e scompaiono come flashback. Il vero fulcro della storia è Marwen e i bambolotti che la popolano. L’evoluzione del racconto soffre un certo rallentamento iniziale, abbandonato nella seconda parte del film, in cui finalmente si assiste ad un aumento significativo del ritmo narrativo.

L’uscita della sala è accompagnata da un complesso di sensazioni e turbamenti che portano inevitabilmente lo spettatore a riflettere su quanto appena visto. Un reato d’odio nato da una presunta omosessualità che non meritava e mai meriterà comunque di essere punita, in nessun modo. E’ una storia vera e questo dettaglio è molto rilevante. Ti fa riflettere e deve far riflettere.

Capire Marwen 

Questo film non è come ci si aspetta. Come detto precedentemente, il trailer è forviante perché ti porta ad immaginare una trama che alla fine si discosta molto dalla realtà. Ho sentito molti pareri che evidenziavano questo aspetto e che alla fine hanno percepito un certo disorientamento nel corso della proiezione. L’aspettativa infranta è un aspetto con cui ciascun film deve fare i conti.

Mark Hogencamp

Prima di concludere con il solito incoraggiamento ad occupare le sale cinematografiche e ad evitare il continuo streaming che non aiuta un ambiente che rischia l’estinzione – e questo lo dico anche per il teatro – vorrei congratularmi con Steve Carell che ho sempre visto in ruoli più “leggeri” e in questa occasione ha saputo davvero stupirmi. Se volete rimanere ulteriormente colpiti dalle sue particolari doti, vi consiglio di vedere anche “Vice – L’uomo nell’ombra” da poco uscito in Italia e che lo vede recitare al fianco di Christian Bale. Davvero strabiliante.

Piccolo aggiornamento per i più appassionati di cinema: non perdetevi il nostro articolo sui Golden Globe Awards 2019!