Like a true nature’s child, we were born, born to be wild” cantano così il gruppo musicale statunitense Steppenwolf. Un inno alla libertà e al viaggio, reale o immaginario che sia, dove l’importante sono le emozioni e le esperienze accumulate durante tutto il percorso. In qualche modo, si sà, si torna sempre infatti cambiati e portatori di storie e racconti epici invisibili sulla nostra pelle. Alanui fa proprio questo: trasforma un capo oversize in un intreccio concreto di esperienze, sensazioni e culture che ci accompagnano come memorie indelebili.

Tutto inizia quasi per caso: un cardigan regalato da Nicolò Oddi a sua sorella Carlotta prima di partire per le Hawaii. Un clima stravagante e una ragazza che si diverte a sperimentare le mille trasformazioni di un capo così semplice ma, allo stesso tempo, versatile. È a questo punto che Nicolò decide di usare come materia prima le esperienze della sorella e l’accumulo di emozioni per creare un indumento che segua chi lo indossa, un fedele compagno di viaggio durante un “grande percorso” che, in lingua hawaiana, è Alanui.

Costruisce la collezione intorno ad un unico pezzo: un cardigan oversize unisex senza bottoni, bordato da una fitta frangia e chiuso da una cintura bicolore. Il brand inizia così il suo cammino verso terre lontane arricchendosi di esperienze, colori, accessori e stili che evidenziano linee maschili e femminili.

Nicolò e Carlotta Oddi hanno costruito l’intero brand su una ricerca coscienziosa dei materiali e una elaborazione di un “know-how” opposto a quello di una moda usa e getta: ogni capo è come se fosse una tela grezza da dipingere, celebrazione dell’estro creativo e sinonimo di made in italy, realizzata con attenzione certosina in ogni singolo dettaglio tanto che ogni etichetta viene accompagnata, come un talismano portaforutna, da una piccola medaglia con un surfista e San Cristoforo, patrono di tutti i viaggiatori.

Così al grido di “Head out on the highway, lookin’ for adventure” viene presentata la capsule collection SS19, realizzata in collaborazione con Greg Lauren poliedrico designer di Los Angeles e sì, se ve lo state chidendo, nipote di Ralph Lauren. Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita. Il senso è proprio questo: accogliere quel che di meraviglio abbiamo passato e farlo proprio. In questo modo i cardigan Alanui si rinnovano e cambiano forma, rinnovandosi, combinando l’attenzione milanese ai dettagli con l’easy approach tipico americano.

 

 

Lauren, Nicolò e Carlotta ingranano la marcia e sfrecciano spediti verso territori ancora sconosciuti. Il capo iconico del brand viene letteralmente decostruito e ricostruito ad-hoc creando uno style unico nel suo genere che vede la qualità del cashmere mixata ad un patchwork di jeans. Un accostamento insolito che bene vuole far emergere l’interpretazione di due modus operandi diversi geograficamente e intrinsecamente come lo sono i creatori.

Spero che ognuno riesca a ritrovare in questi capi una traccia di ciò che ama, ma in modo inatteso. La collezione è a metà strada tra passato e futuro e racchiude elementi propri della nuova comunità globale.

Rivela il designer americano che bene ci invita a porre particolare attenzione fra il concetto di tradizione e quello di innovazione. La sperimentazione artistica va ben oltre i limiti territoriali e diventa bandiera di questa collaborazione, passepartout per esplorare mondi, culture e sogni.

Alanui con la sua brand philosophy decide di essere l’accompagnatore dei suoi viaggiatori. Non importa dove o quando perché, come scrisse Proust, “un vero viaggio non è cercare nuove terre ma avere nuovi occhi” cambiando forma ma restando se stessi nel tempo.