L’Arab Fashion Week è la settimana della moda, giunta alla sua seconda edizione a Marzo 2016, in scena nei giardini del St. Regis Hotel (Sheikh Zayed Road) a Dubai, centro degli Emirati Arabi e nuova capitale della moda, ufficialmente inserita nel calendario della moda internazionale dopo Milano e Parigi. Organizzata da Afc-Arab Fashion Council, in partnership con Huawei Arabia, la kermesse dedicata alla moda del Medio Oriente è stata ideata con lo scopo di promuovere i designer emergenti locali ed internazionali e le loro creazioni nei mercati di tutto il mondo. Il Fashion Council arabo è la più grande associazione senza scopo di lucro al mondo che ha unito 22 paesi arabi nel nome della moda e del design, a sostegno dei giovani talenti. Uno dei suoi intenti è di creare una rete di collegamenti commerciali che possano dare la possibilità d’esposizione del talento arabo a piattaforme internazionali, ma anche di fornire gli strumenti manageriali e tecniche che consentiranno loro di crescere.

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Al centro dell’attenzione le collezioni Ready-Couture autunno-inverno 2016/17 di Jamal Taslaq (Palestina), Lamya Abedin (UAE), Hamda Al Fahim (UAE), Turk Jadallah (Ksa), Tiiya (Qatar) & Abed Mahfouz (Libano), Sylvio Nyc (New York), Cristiano Burani, Alberto Zambelli, Ultra Chic, Giada Curti, Laura Mancini (Italia).
Italiano è anche Cangiari, il brand calabrese di Maria Paola Pedetta che ha partecipato e vinto questa edizione dell’ Arab Fashion Week Award conquistando anche il premio della sezione Eco-Fashion, grazie all’utilizzo di tessuti biologici caratterizzati da trame, orditi e stramature realizzati con antichi telai dalle donne della Calabria. Ciò lo rende il primo marchio di moda eco-etica d’alto livello pronto a farsi strada nel mondo asiatico ed internazionale dove non tutti raggiungono, ed hanno la capacità di trattenere, la vetta dello stile e dell’originalità.

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Nelle collezioni presentate all’evento si può notare la prevalenza di abiti eleganti, lunghi, composti da tessuti sottili e leggeri, in semitrasparenza, femminili, dalle forme sinuose e con maniche a campana. Materiali delicati tra cui tulle, georgette, chiffon, organza, seta e faille per donare sembianze di fate; capi incantevoli che riportano alla mente arcobaleni e cielo al tramonto. E ancora: scintillii, lustrini, paillettes e trasparenze, oro e argento, fiori e fantasie varie danno vita a collezioni spettacolari, per alcuni aspetti innovative e per altri classicistiche. Colori chiari, pastello e non, brillantini, zirconi e pietre impreziosiscono e illuminano i capi e la figura. Non solo abiti lunghi, ma anche pantaloni a palazzo in raso lucente, dai toni chiari come il bianco, abiti corti, bluse e ampie gonne longuette.
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Questo nuovo mondo che si apre in Asia la porta ad essere, sempre più, all’avanguardia ed emancipata mostrando una donna raffinata e glamour che sa mixare perfettamente il fascino contemporaneo con l’eleganza delle donne del secolo scorso. Si affaccia e si presenta all’Occidente mantenendo lo stile che la contraddistingue e rende la donna araba speciale e sofisticata.

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