Settembre, quel delicato periodo dell’anno in cui si è costantemente divisi tra il ricordo malinconico della stagione passata e l’entusiasmo frenetico per quella che verrà. Per me è sempre stato il “rientro” ma anche il “lancio”, l’inizio e il ritorno sistematico di quella che, gli addetti ai lavori e non, chiamano fashion week. Noi piccole Carrie Bradshaw sappiamo cosa vuol dire: conosciamo a memoria il calendario, ogni scadenza, ogni secondo eppure alla domanda “ E ora cosa mi metto?” non sappiamo rispondere con la stessa prontezza. Ricordo bene la mia prima sfilata e ricordo altrettanto me stessa davanti all’armadio, quindi care mie modaiole cerchiamo di risolvere il machiavellico enigma dei “look da indossare in fashion week”.

Stiamo parlando di un vero e proprio September issue concentrato in una settimana, una sfilata no stop dove le protagoniste sono donne potenti che vestono street style. Tra fotografi, editor iconici, influencer da K stellari, presentazioni, after party e forse qualche centimetro di tacco di troppo, il timore di essere fuori luogo credo sia una naturale conseguenza di questo fight club che si chiama moda. Non ci sono regole prestabilite, stiamo parlando di arte e il più delle volte personale e quindi svincolata da ogni logica razionale. Ci sono però dei consigli su cui lavorare per creare un look a prova di front row.

Lesson number one: BE CONFIDENT

Parliamoci chiaro, muoversi da una parte all’altra di Milano saltando da una sfilata all’altra con un tacco dodici richiede, oltre a un buon equilibrio, anche una considerevole resistenza fisica che farebbe invidia a un velocista. Non costringetevi ( in tutti i sensi ) in un capo che non vi fa sentire voi stesse, che non vi appartiene. Individuate uno stile e fatelo vostro, non copiate ma personalizzate perché anche una mise en passe tutta nera con i giusti accessori può essere a prova di scatto.

La moda, prima ancora di esibizione, è un gioco e come un piccolo chimico dovete sperimentare ma sempre all’insegna del be confident. Per gli animi più audaci che non hanno paura di sguardi che strizzano i click, sicuramente la scelta migliore ricade sui colori e sulle stampe. Mixati, spezzati e sconvolti sono una vera firma distintiva ma sempre con le dovute attenzioni, qui “NON vale tutto”.

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Non sottovalutate la comodità

Gli addetti ai lavori lo sanno, gli eventi e i fashion show più In della settimana sono tutti concentrati e, la maggior parte, in location diverse; e se siete all’inizio della vostra carriera o dedite solo all’influencer watching, sapete bene che non avrete lo chaperon dalla macchina scura a scortarvi. Una sfilata in media dura dieci minuti, la preparazione vostra e loro molto di più. Per questo mai sottovalutare la comodità seppur studiata. Basta poco, e come un teorema geometrico, lavorate sui volumi, sulle lunghezze, su capi scivolati e oversize accoppiati a fiocchi, intrecci, trasparenze e geometrie che mettono in risalto la figura.

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Comodità è anche scegliere un solo pezzo statement, un must have audace o classico. Giacche con spalle larghe, cinture dalle mille praticità nascoste, mini bag, sneaker degne di mostra o foulard da mille e una notte sono solo alcuni esempi, l’importante è comunicare qualcosa, l’importante è, sembra scontato, l’atteggiamento… e il cellulare!

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Prendila sul personale

Care fashion victim, nella moda delle vere e proprie regole scritte non ci sono, alcune sono pratiche ormai socialmente riconosciute e accettate altre valgono fino a “prova contraria” o meglio “fino a tendenza contraria”. Forse dovrei essere più oggettiva, senza sbilanciarmi troppo varcando quella linea sottile tra l’esposizione dei fatti e l’opinione personale; ma la moda è un fatto personale, è una visione che vuole essere riconosciuta da tutti e al contempo, paradossalmente, distaccarsi, innovarsi, rinnovarsi e reinventarsi. E quindi, in queste sfilate continue e quotidiane, credo che l’unico punto fermo di un cosa tanto mutevole restiamo noi, non in quanto corpi ma in quanto opere architettoniche in movimento.

Ricordo bene la mia prima sfilata, ricordo l’ansia, ricordo l’attesa, ricordo quei dieci minuti che per me sono sembrati secondi rubati. Ricordo che non ero seduta ma stavo in piedi nella retroguardia, ricordo gli occhi, i miei, che saltavano da ogni parte come per imprimere meglio ogni dettaglio nella mente. Quella volta, ricordo, ero classica. Quella volta nessun logo ma solo un paio di scarpe, ognuna di un colore diverso, che è valso un cenno d’approvazione.

Questa volta sarò altro, la prossima chissà.. Forse avrò anche io come Carrie il mio Big boy, o forse no. Forse come Carrie un giorno avrò una Birkin.