GCDS torna a far parlare di sé con la nuova AD campaign per la SS 2019 ispirata ai colori pop e ai manga giapponesi.

Giuliano Calza, direttore creativo del marchio o, come ama definirsi lui, “stagista di se stesso” ha selezionato i Milk Studios di Los Angeles per girare la sua ultima campagna pubblicitaria. Ed così che, grazie agli scatti di Brianna Capozzi e lo styling di Anna Trevelyan, quattro modelli d’eccezione hanno raccontato lo spirito tutto all’italiana del brand.  dell’anno Alton Mason, Lily McMenamy, Esther McGregor e DJ Yung Taco,

Napoli, Shangai e Milano: tutta la verità su GCDS

Tutto ebbe inizio in Cina. Giuliano e Giordano Calza, rispettivamente direttore creativo e amministratore delegato del marchio, sognano da sempre un futuro da imprenditori. Durante la loro esperienza nel Sol Levante decidono di avviare una produzione di 100 felpe nel continente asiatico, vendute online.

I risultati non tardano ad arrivare e i due fratelli napoletani riuniscono un piccolo staff under 30 a sostegno del loro lavoro. Da quel momento in poi è iniziata la magia. God can’t destroy streetwear, alias GCDS, progetta un brand total look aprendo oltre 200 punti vendita internazionali e un flagship store a Milano in via Vincenzo Capelli.

GCDS SS 2019: Vibrazioni pop e grafiche Pokémon

Il mondo GCDS è giovane e dinamico e proprio per questo motivo non potevamo aspettarci altro che una collezione fuori dagli schemi. L’ispirazione è subito chiara: il mondo giocoso e colorato dei manga giapponesi. Capelli fucsia, stampe e grafiche come gigantografie dei Pokémon…insomma, è vietato prendersi sul serio. In passerella sfilano Winnie Harlow e Daphne Groeneveld catalizzando subito su di loro l’attenzione. Irriverente, sì. Giocoso, sì.

Lo stile di GCDS è senza dubbio ironico e carico di quei cliché che la generazione dei Millennilas ha vissuto finora.

Se da un lato abbiamo quindi una donna che ama scherzare e e utilizza i suoi abiti per far trasparire la sua frizzante personalità, dall’altra vediamo un uomo sicuro di sè che non ha paura di osare. Non manca il denim che si declina anche nei capispalla, ma il punto forte sono i dettagli che incorniciano i vari look. Il logo accostato ad ideogrammi cinesi conferiscono un messaggio chiaro e deciso verso la nostra epoca e il futuro: siamo la generazione della pubblicità, dei problemi ambientali, viviamo nella plastica. Un campanello d’allarme per lo spettatore più attento che non può essere ignorato.

Ma non solo. Gli abiti maschili vengono reinterpretati quasi a scimmiottare l’omologazione di cui siamo tutti un pò vittime. Una collezione che sfida il suo pubblico e ha il coraggio si assumere una posizione chiara nei confronti della società. I colori sono accesi, forte e non possono passare inosservati. A bilanciare questi toni caldi nella palette di colore compaiono nero e verde, precisi marcatori del messaggio che GCDS ha voluto lanciare.

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