L’Hospital de la Santa Creu i Sant Pau a Barcellona è stato la location scelta per la 20ª Edizione della 080 Barcelona Fashion. Quest’esempio inimitabile d’architettura modernista, oltre che Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, si è dimostrato cornice ideale per una delle settimane più importanti della Spagna.

Ospite molto atteso durante questi giorni è stata la bella Margherita Maccapani Missoni Amos, per i più semplicemente Margherita Missoni, figlia di Angela Missoni, Direttore Creativo della Maison Missoni.

margherita missoni 080 barcelona fashion

Motivo di questa presenza illustre è stato il premio ad Angela Missoni per aver mantenuto il grande prestigio dell’omonima Maison. Grazie a tenacia e determinazione infatti, Missoni, è oggi attuale, al passo con trend e gusto contemporaneo pur non tradendo mai il suo stile inconfondibile.

Alla scoperta di Missoni

I nonni, Rosita e Ottavio Missoni, hanno fondato il marchio con uno stile ben preciso prediligendo la comodità senza rinunciare all’eleganza. Con l’arrivo di Angela Missoni alla direzione creativa del marchio, Missoni torna ad essere di moda e da quasi subito Margherita ne diventa volto indiscusso. Se la madre quindi è colei che ha reinventato il concetto del boho chic, è la figlia a portare questo immaginario nel mondo.

margherita missoni outfit

Ma conosciamo meglio Margherita Missoni..

Al contrario di molte figlie d’arte della moda, Margherita non ha subito seguito le orme familiari. Si iscrive infatti prima a Filosofia, presso l’Università Statale di Milano, e poi ad Arti Drammatiche presso la Columbia University di New York.

Mia nonna mi ha insegnato che la moda non è l’unica cose che esiste. La vita è anche altro. Bisogna interessarsi a molte cose, avere molte passioni. Mi ha insegnato a mantenere una certa distanza tra la vita e la moda, perché quest’ultima è semplicemente questo: vestiti

Negli anni ha comunque avuto la fortuna di collaborare con diversi marchi, anche italiani, che hanno riconosciuto in lei grande versatilità e il giusto esempio d’italianità nel mondo.

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Margherita Kids

Dopo aver collaborato per qualche anno con la madre e l’azienda di famiglia, Margherita ha sentito il desiderio di allontanarsi dal confortevole “uscio di casa” per costruire qualcosa da sola. L’intentento è quello di creare qualcosa di proprio, di ottenere completa autonomia e di non precludersi altri interessi oltre che il fashion system.

Decide così di puntare su un mercato con meno competizione ma comunque di gran fascino: il mondo della moda infantile.

Ho deciso di creare questa linea dedicata ai bambini, Margherita Kids, che non ha alcuno scopo di mettersi in competizione Missoni, sia per target che per prezzo di vendita. Chissà, magari un giorno potremo diventare parte dell’universo Missoni, ma per me la cosa più importante è non fare nulla che possa arrecare danno all’azienda di famiglia, ma anzi fare qualcosa che possa esserne complementare

Margherita Kids

Ogni pezzo della collezione Margherita Kids può e vuol essere mixato con capi di diversi stili. Non c’è una maniera giusta o sbagliata. Il desiderio di Margherita è quello di far sentire liberi i bambini, in modo che possano esprimere individualità e creatività senza limiti.

Mantenendo il gusto bohémien che la caratterizza, Margherita Kids propone un insieme di capi ricchi di colori ma dalle linee semplici e pulite. Se la collezione vi ha già incuriositi sappiate che potrete trovare i capi su diversi store online come Yoox, AlexandAlexa, Melijoe e molto presto, ci auguriamo, in un monomarca.

Un salto nel futuro

margherita missoni intervista

Questo abbandono della via materna pone spesso dubbi sul futuro della Maison italiana, ormai una delle poche a conduzione familiare. Ai curiosi che quindi chiedono se succederà alla mamma, Margherita risponde in questo modo:

Fino ad un anno fa il mio più grande sogno era diventare designer da Missoni, oggi però i miei obiettivi sono cambiati. Mi piacerebbe, un giorno, tornare a creare per l’azienda di famiglia, ma vorrei trovare il modo di gestire con tranquillità e al meglio l’impegno lavorativo. Quindi chissà, vedremo cosa accadrà in futuro, anche se, ovviamente, portare avanti l’eredità di famiglia mi riempirebbe d’orgoglio.