Cos’hanno in comune riviste, vestiti, accessori, gioielli, un monopattino, un telefono a forma di lattina di Coca Cola, Paperino, della lacca e un dondolo a forma di Bambi?

Se non lo sapete significa, ahimè, che vi siete lasciati sfuggire un affascinante tuffo nel passato dal sapore retrò. Ebbene dal 16 al 19 aprile lo showroom di Riccardo Grassi in via G.B. Piranesi 4 ha infatti ospitato la terza emozionante edizione della Milano Vintage Week– nell’articolo abbreviata con MVW. mvw15-milano-vintage-week-bnL’enorme spazio messo a disposizione ha permesso di riunire la crème della crème dei cultori del vintage, esponendo una rigorosa selezione di capi ed oggetti autenticati, di ottima qualità e condizione. A prova di ciò, scettici e scrupolosi, hanno avuto la possibilità di toccare con mano ogni pezzo analizzando disegni, cuciture o chiusure varie, oltre a prendere visione dei certificati d’autenticità.

Ad ogni modo con una minima tassa d’ingresso, 3 euro, chiunque poteva assistere all’evento e trovarsi così alle porte della MVW, coloratissima e varia a tal punto da non colpire solo le inguaribili fashion victim ma tutti i vintage addicted. Il pubblico che ha deciso di lasciarsi rapire da questa full immersion nel passato non può essere infatti identificato in un’unica categoria, anzi, ha vantato sia informati alla ricerca di occasioni, che accompagnatori curiosi, sino a collezionisti e stimatori di capi e mobilio. mvw15-abiti-vintageA differenza di ciò che si possa pensare però l’indiscusso successo riscosso dall’evento non è debito solamentead abbigliamento ed oggetti da collezionismo, ma anche dalle ulteriori idee che l’hanno arricchito. Ricordiamo infatti l’imperdibile occasione di celebrare alcuni classici hollywoodiani, proiettati in tre momenti della giornata, per coinvolgere l’ignaro spettatore e fargli assaporare anche in questo modo la magia di quegl’anni. Addirittura i due ideatori della MVW hanno pensato d’inserire un Beauty Lounge gratuito a disposizione delle più nostalgiche che, grazie alla collaborazione con MBAMaking Beauty Academy Milano– ed Elizabeth Arden, propone trucco e parrucco a tema, in modo tale da portare a casa con sé un pizzico di saggezza vecchio stile.mvw15-coca-cola Ma non è finita qui!

Le più esigenti e le eterne indecise sono state consigliate da una personal shopper d’eccezione, Serena Autorino, fashion blogger, anima del blog The Peter Pan Collar,che oltre a ciò aveva il compito di selezionare e fotografare i look più interessanti, mentre Caterina Todde, si occupava di tutorial sul make-up unendo perciò interessanti lezioni di storia del trucco con la sua applicazione.

Altra parentesi importante di cui parlare è la delicata esposizione su Elizabeth Arden che, oltre ad essere sostenitore e promotore dell’evento, è stata omaggiata con prodotti, fotografie e campagne pubblicitarie che dal 1910 al 1990 hanno fatto la storia dell’azienda. Ma questa non è l’unica mostra presente all’interno del MVW, infatti incisiva e altrettanto interessante è stata quella in merito ai bozzetti pubblicitari dagli anni ’30 in poi dipinti da Boccasile, Cappiello, Crepax, Depero, Dudovich e Nizzoli.mvw15-expo-posterTutto ciò non sarebbe stato tuttavia possibile senza l’aiuto e il sostegno di A.N.G.E.L.O. Vintage Palace che ha contribuito nella realizzazione di questo evento e a cui è dedicato un ampio spazio nell’allestimento. Oltre a questo, dove sono esposti capi ed accessori firmati sia per l’uomo che per la donna, troviamo una sezione dedicata a “I grandi sarti italiani e quell’ineffabile desiderio di bellezza” a cura del punto vendita, che mostra l’evoluzione del costume nel dopoguerra. Abiti raffinati, realizzati con estrema cura e maestria, che ben fanno cogliere il bisogno di ribellione e rivalsa della donna alle costrizioni sociali.

Apprezzare quest’evento però non significa solamente lasciarsi trasportare da questi favolosi anni, ma abbracciare anche i sani principi che porta come fiero stendardo. Primo tra tutti la voglia e il piacere del riciclo, ma anche l’amore incondizionato per il bello e l’importanza di far confluire e conciliare il presente e passato perché passato non è vecchio, ma d’annata.mvw15-stand Impossibile a questo punto non parlare della Fondazione Francesca Rava, presente anch’essa con uno stand all’evento, che assiste oltre 80000 bambini haitiani all’anno e che sfrutta questa possibilità per donare tutto il ricavato della vendita a loro favore. Al di là di quindi della semplice compravendita la MVW si fa carico di un messaggio di solidarietà per garantire un aiuto all’infanzia in stato di difficoltà e un livello d’istruzione adeguata anche a chi, purtroppo, altrimenti non potrebbe permettersela.mvw15-ventilatore Sarebbe riduttivo a questo punto definire la MVW come un “evento” perché in realtà questa è stata un’ESPERIENZA, ricca e stimolante, sia dal punto di vista creativo che da quello umano, la quale ben ha dimostrato quanto un’ottima organizzazione e tanta passione possano portare a risultati mozzafiato.mvw15-cappello-fiorato Concludo citando Andrea Franchi, uno dei due ideatori della mostra, perché credo che meglio di chiunque altro possa spiegare cos’è stata la MVW: “Abbiamo voluto creare un evento che andasse oltre la semplice esposizione e vendita e che offrisse spunti di riflessione su un sistema di valori da riscoprire (e preservare)”.

Se volete vedere altre foto, dal nostro punto di vista potrete vederle nel nostro album fotografico della nostra pagina Facebook.

Ludovica Rigo