Data 06.11.2015

Ore 16.00

Un normale venerdì pomeriggio; il 27 mai mi è sembrato lento come oggi.

Piazza Cinque Giornate, OK ci siamo quasi, MUOVITI!

Una graziosa signora dall’importante gonna rossa mi passa a fianco e chiede informazioni sulla fermata, scendiamo alla stessa e a ben guardarla andiamo nello stesso posto.

Finalmente la mia fermata! Scendo e mi incammino verso via G. B. Piranesi, il Paese dei Balocchi è al civico 4 e apre le sue porte per soli tre giorni quindi non c’è tempo, NON HO TEMPO. Giro l’angolo ed eccolo lì, il grande cartellone affisso sul muro “Milano Vintage Week”; inizio a scalpitare. Era da aprile che aspettavo arrivasse questo momento e finalmente, alla modica cifra di tre euro, posso gustarmi la IV edizione della manifestazione.

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Salgo le scale dello Showroom di Riccardo Grassi e subito si avverte l’aria frizzante e l’eccitazione; attorno a me adulti e ragazzi corrono tra gli stand alla ricerca del capo perfetto, forse nostalgici degli anni passati o più semplicemente rapiti da quest’aria romantica. Passeggio, adocchio, provo, compro, il mio portafoglio inizia a piangere e il mio sorriso ad accendersi, sino a quando non noto la mostra d’abiti di Valentino, selezionata dall’archivio di A.N.G.E.L.O., anche quest’anno promotore, sostenitore nonché partecipante alla Milano Vintage Week. La mostra è disposta in due spazi differenti e sfoggia l’eleganza senza tempo della Maison italiana, ripercorrendo alcune delle iconiche proposte del couturier dagli anni ’70 ai ‘90 tra drappeggi, piume e paillettes.

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Ma non posso rimanere oltre ad ammirare questi pezzi d’arte, guardo l’orologio e sono già le 17.30, il tempo vola e io alle 18.30 devo scappare!

Decido quindi di continuare il mio giro lasciandomi alle spalle graziosi occhiali cat eye, gonne a ruota e cappelli d’altri tempi per seguire piccoli, simpatici dondoli posizionati uno dietro l’altro, che mi accompagnano lungo il corridoio sino alla seconda stanza.

Sulla mia destra lo stand dei libri, in assoluto la mia proposta preferita della Vintage Week, con tanto di salottino per poter sfogliare o leggere qualche pagina in totale relax. Passa troppo poco tempo però prima che io punti la mia prossima vittima; una vocina nella testa mi prega di riflettere e mi fa notare che il contante inizia a scarseggiare, ma la mia vena sperperatrice poco se ne cura e mi porta dritta a pagare. Fatto il mio acquisto e con un libro su Audrey in più in borsa, continuo a gironzolare sforzandomi di arrivare sino al fondo della stanza senza soffermarmi su niente.

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Una strana tenda però attira la mia attenzione, è creata con colorate fotografie legate fra loro da un filo e lascia intravedere abiti e accessori alle sue spalle. Chiedo spiegazioni; la curiosità è donna e io devo sapere cosa si cela lì dietro e come posso accedervi!

Si tratta di un gioco a tempo, le cui porte si aprono però solo poche volte al giorno e senza rispettare degli orari fissi, più una persona rimane alla Vintage Week più ha la possibilità di parteciparvi. Viene data quindi la possibilità di acquistare un sacchetto da 10, 15 o 25 euro e allo scadere dell’ora X i partecipanti possono oltrepassare la tenda e in 10 minuti riempire a più non posso la busta acquistata. Tutto quello che si riesce ad infilare senza rompere il sacchetto e senza che fuoriesca da questo, potrà poi essere portato a casa avendo sostenuto solamente la spesa iniziale scelta.

OBBLIGATORIO PARTECIPARE!!!

Ovviamente prendo il sacchetto più grande e mi preparo al conto alla rovescia; nel frattempo studio l’avversario, siamo in otto e siamo tutte agguerrite! Vedo la signora con la gonna rossa che era in tram con me ma non sarà un problema, io sono più allenata- SPERO– e più veloce, una coppia di amiche sulla cinquantina che studiano la strategia migliore da attuare, un ragazzo sulle sue, una signora anziana sorridente e pacata ed infine due fidanzati, lui rassegnato a portare le borse e lei magrissima e pronta allo scatto. Ecco, LEI potrebbe essere un problema!

Manca poco, le gambe fremono e io non faccio altro che fissare la tenda cercando di sbirciare cosa c’è all’interno, sia mai che io riesca ad avvantaggiarmi sulla piccoletta.

PARTITI!

Tutti dentro e via con le danze, troppe cose da vedere, tante da provare, assolutamente troppe da prendere. Non faccio in tempo a posare gli occhi su una cosa che vengo anticipata, Lei è scaltra ma io lo sono di più!

Ecco una magnifica cintura, so che l’ha vista anche Lei, ci guardiamo per mezzo secondo e poi entrambe scattiamo per aggiudicarcela. Vinco io, ma devo mantenere la lucidità è solo una battaglia non la guerra.

7 minuti” grida il ragazzo che ci osserva e io nel frattempo ho già in mano una giacca e una borsa. Devo stare attenta però, nulla deve uscire dal sacchetto e le cose belle sono tante. Provo qualcosa, il vintage amava le forme e la cosa fa molto bene all’autostima, purtroppo però questo è uno svantaggio se non si ha tempo materiale per provare ogni capo.

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4 minuti”, il tempo passa e io sono troppo lenta, devo sbrigarmi!

Faccio il giro della stanza in modo tale da vedere tutto quello che c’è, ma la confusione è troppa e la mia strategia poco efficace. Decido quindi di abbandonare ogni schema e ributtarmi nella mischia, in “3 minuti” possono accadere ancora tante cose.

Camicia, camicia, camicia, camicia, nessuna della mia taglia. Beh, potrei essere buona e prendere qualche capo maschile per babbo e fidanzato, potrebbe essere il modo gius… Ma che dico, chi pensa per sé fa per tre!

30 secondi”, COME??????!

Ok siamo di nuovo io e Lei. Sguardo incattivito e mani pronte, per un secondo rimaniamo ferme poi ci rendiamo conto che non abbiamo tempo e quindi iniziamo a mettere tutto quello che riusciamo nel sacchetto.

Tempo scaduto”.

La guerra è stata dura ma abbiamo vinto e abbiamo portato via al nemico otto cinture, due borse, una giacca, tre top e due cravatte, il tutto ad un prezzo bassissimo.

Purtroppo però il tempo degli affari è scaduto io devo andare, ma domani è un altro giorno ed io sarò di nuovo qui!

Ludovica Rigo

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