Cosa hanno in comune la Costa Azzurra e Philipp Plein?

Apparentemente niente, se non fosse che lo scorso 24 Maggio si è tenuta a Cannes la presentazione della collezione Philipp Plein Resort 2018.

Con un front row da urlo e uno show che ha contato più di 250 ospiti, Philipp Plein ha aperto le porte della sua villa privata per l’occasione. Tra piante di palme e banani, la scelta di sfilare in questa particolare location è stata assolutamente tattica, preferendo, poi, il Festival del Cinema di Cannes al calendario ufficiale delle più importanti fashion week.

Si tratta della mia prima sfilata per una collezione Resort e la cosa che più mi piace è il fatto di non essere all’interno di un calendario ufficiale. Si è lontani da tutto lo stress e l’aspetto business della settimana della moda” ha commentato così il designer tedesco.

Ispirata ai colori e alla luce di questo luogo, vediamo da vicino la collezione, ricca di stampe floreali e dettagli scintillanti.

Welcome to the jungle- Philipp Plein resort 2018

Non si può certo dire che Philipp Plein non sia mai coerente con il suo stile. Lo è, eccome.

La sua street couture è un contenitore per tanti concetti, forse troppi per una sola sfilata. La donna Plein si destreggia come una diva, tra abiti anni ’50 che si alternano ad influenze latine, sia nelle iper decorazioni di rose rosse, che nelle applicazioni di pizzi nero che ricordano tanto una ballerina di flamenco; rimanendo pur sempre urban.

Philipp Plein resort 2018- dettagli rose

Ma il pezzo forte della collezione, quello che salta subito all’occhio, è senz’altro la combo di stivali pitonati over the knee e giubbotto militare vintage con tanto di slogan “Lui le ha offerto il mondo…lei ha risposto che ce l’aveva già!”.

Il denim, immancabile, non poteva che essere presente sia per lui che per lei.

Plein_menswear

L’uomo li indossa strappati, borchiati, skinny e persino decorati che, insieme alle giacche in jeans, sono l’uniforme dell’uomo Plein. La donna predilige, invece,  jeans a zampa d’elefante fregiati di rose rosse, giacche da uomo verde military style e borse pitonate.

Plein_roses

Una collezione, questa, che non si può certo definire sobria, ma che sicuramente non passa inosservata.

Mini costumi da bagno strizzati su corpi statuari sfilano con bomber neri di raso mentre tees e felpe sono abbinati a pantaloni di paillettes dorati.

Plein_paillettes

La pelle nera, nonostante sia una collezione Resort, non manca, tanto da arrivare come seconda–dopo il denim – in termini di presenza.

Plein_bikini

Gli accessori vantano una certa allure punk, forti nel carattere e nei colori. Onnipresenti le decorazioni, per non parlare delle tantissime borchie di tutti i tipi, sulle borse da giorno e da sera. Le calzature non hanno mezze misure: tacchi altissimi per lei, alternati ai piedi scalzi delle donne ribelli, sono il must have di questa collezione.

Graffiti vs Fashion

Ormai il fashion si fa sempre più democratico ed apre le porte del suo mondo dorato ad artisti emergenti in ogni campo. Non poteva mancare, quindi, un’incursione artistica alla street couture di Mr.Plein, abile scelta indubbiamente ma dal primato discutibile.

Come scordarsi della collaborazione tra Gucci Ghost e  Alessandro Michele?

Il famoso Alec Monopoly, aka Monopoly Man, il graffitaro statunitense più quotato sulla piazza ha collaborato con il brand tedesco, incidendo alcuni messaggi su tees e giacche. Il suo personaggio, ispirato al broker decaduto Bernie Madoff, e le sue opere si prefiggono lo scopo di comunicare al mondo felicità, astenendosi dalle discussioni sociali e politiche.

Sicuramente la Philipp Plein Resort 2018 è stata l’occasione adatta per presentare anche la capsule collection Alec X Plein. Veri e propri pezzi dipinti a mano, come giacche, tute e felpe, erano decorate con il volto del famoso personaggio con il cilindro e il simbolo del dollaro. Il messaggio è forte e chiaro: la moda, come l’arte, è il riflesso della società e mezzo comunicativo di ogni individuo.

È questo il senso della performance di Alec Monopoly in passerella: usare i vestiti come lui usa il muro per i graffiti. Concetto già espresso, in termini più profondi, da un Alexander Mcqueen ante litteram, “solo” nel 1999…

Philipp Plein resort 2018-performance

Lo spettacolo messo sù da Mr Plein è sicuramente interessante e spiccatamente glamour, ma – mi chiedo – abbastanza originale? Voi che ne pensate?