La cornice è quella dello scenografico e sontuoso Hotel Salomon de Rothschild di Parigi. È qui che il designer Pierpaolo Piccioli, per la prima volta come unico direttore creativo, ha presentato la Collezione Valentino Haute Couture Primavera/Estate 2017 sulle note della musica composta su misura da Alexandre Desplat .

Lo stilista è partito dalle parole di Shakespeare ricordando che siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni  e che il sogno accomuna tutti, perché è senza tempo, così come la couture. You are living in a dream. Keep warning in your dream. Feel your dream and breathe your dream. Questo era scritto nel cartello affisso dietro le quinte all’entrata delle modelle che una dopo l’altra hanno iniziato a scendere le scale e ad attraversare le magnifiche sale affrescate, calzando ai piedi dei sandali piatti di coccodrillo.

Grazia, leggerezza, e sogno. Una collezione pensata per essere indossata, gonne plissé, pantaloni ampi e capi dalla silhouette dritta, che qualsiasi donna potrebbe portare.

GLI ABITI 

I cinquantanove abiti alta moda della Maison Valentino sono ispirati alla mitologia e all’architettura greca. Tutti gli outfit infatti portano il nome di una divinità, da Eva, Artemide, Dafne fino ad Apollo e Zeus. Una femminilità delicata fatta di vestiti lunghi fino a terra.

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Essenzialità e purezza delle linee sono le caratteristiche che accomunano gli abiti a colonna che lasciano le spalle scoperte, le tuniche plissettate, i cappotti ricamati e le lunghe camicie di tulle. 

Poetico il velo trasparente sovrapposto ad alcuni evening dress, quasi ci fosse la volontà di proteggerli come fanno le sarte ogni sera quando li ricoprono con un velo di carta prima di riporli.

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Totalmente assente il nero, i colori scelti per la stagione estiva sono il bianco, il rosa, il blush, il giallo e l’immancabile rosso Valentino .

I DETTAGLI 

Nella semplicità delle linee, le pieghe  sono il dettaglio che invece nasconde il massimo della complicazione. Le plissettature, una delle caratteristiche della collezione, rimandano al Delphos di Mariano Fortuny. 

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La maestria artigianale è ancora più evidente nelle ruches cucite a mano, nei fiori di macramè applicati agli abiti ariosi e l’effetto delle rose applicate che hanno richiesto un lavoro magistrale. Unico gioiello ammesso, i lunghi orecchini con pietre di Alessandro Gaggio.

Lo show ha messo d’accordo tutti, un trionfo accolto da un applauso durato almeno dieci minuti da parte delle clienti e dagli addetti ai lavori più esigenti seduti in prima fila. Mentre nel backstage la nuova e la vecchia generazione di sarte si è stretta orgogliosa in un abbraccio commosso.