Ai giorni d’oggi, a chi segue il mondo della moda, capita di leggere molte notizie riguardo la “vita” di alcuni brand come, ad esempio, la decisione di assumere un nuovo direttore creativo o la location di una sfilata.

Ovviamente, esistono delle differenze tra i vari brand. Quelli giovani possono “rischiare” e tentare la fortuna scommettendo il tutto per tutto: nessuna “eredità” stilistica, nessun rischio. Mentre le maison più influenti e conosciute, prima di fare un passo falso, devono pensare affondo ed in fretta. Più importante è il brand, più sono alte le aspettative.

Per voi ho selezionato alcuni fra i più influenti brand di sempre, e con un passato differente e pieno di “rischi”. I brand di cui sto parlando sono: Louis Vuitton, Dior, Balenciaga e Gucci.

Louis Vuitton express: dalle valigie al prêt-à-porter

storia delle maison Louis Vuitton, Dior, Balenciaga e Gucci

Da i bagagli firmati LV, a Marc Jacobs fino a Nicolas Ghesquieré.

Il marchio Louis Vuitton nasce nel 1854 come marchio di bagagli ed accessori da viaggio, introducendo un una tecnica per trasportare in maniera più semplice le valigie. Presto la nuova tecnica venne copiata da altri produttori e per questo il signor Vuitton decise di adottare qualcosa che lo differenziasse dalla concorrenza.

Nel 1896, il figlio George lanciò il celebre monogramma LV affiancato da simboli di fiori e quadrifogli.  In seguito il marchio si espanse per tutta l’Europa, arrivando negli Stati Uniti e raggiungendo la popolarità con una linea di accessori e borse. La borsa più popolare al tempo, e tutt’oggi, è il modello speedy.

Vuitton nel 1997 assume Marc Jacobs come direttore creativo, realizzando la prima collezione ready-to-wear per donna e uomo. Marc Jacobs fu il designer che rese possibile l’ascesa di Vuitton come un brand di abbigliamento.

Nel settembre 2013, Marc Jacobs lascia la casa di moda per concentrarsi sulla sua linea Marc Jacobs e la maison nomina come direttore artistico Nicolas Ghesquieré, noto per il suo ruolo precedente da Balenciaga.

Con Ghesquieré il brand adotta subito uno stile “fashion-futuristico” con influenze derivanti dal movimento punk. Giacche di pelle, gonne lucide e stivali che ricordano i classici Dr.Martens, abbinate al classico bauletto Vuitton in varie dimensioni come borsa o pochette.

Il designer non ha solo trovato un equilibrio con il suo stile e l’eredità del brand, ma ha adottato una strategia, inspirata a quella del noto marchio di intimo Victoria’s Secret, ovvero scegliendo come “angeli” e muse inspiratrici note celebrità, tra cui: Selena Gomez, Miranda Kerr, Michelle Williams e Lea Seydoux.

Balenciaga.. e basta

storia delle maison Louis Vuitton, Dior, Balenciaga e Gucci

Da lo stile rivoluzionario di Cristobal Balenciaga al tocco di Nicolas Ghesquieré, da Alexander Wang fino al rivoluzionario Demna Gvasalia.

Nel 1919 Cristobal Balenciaga aprì il suo primo negozio in Spagna, ma a causa della guerra civile fu costretto a spostarsi a Parigi. Balenciaga offriva un silhouette semplice e lineare ed elegante. La fluidità delle sue silhuette gli permetteva di manipolare il rapporto tra i suoi vestiti ei corpi delle donne. Non riconosciuta come effettiva linea di Haute Couture, la casa di moda chiuse nel 1968.

Nel 1986, Jacques Bogart S.A. acquistò i diritti di Balenciaga e aprì una nuova linea di ready-to-wear.

Solo nel 1997 sotto la direzione artistica di Nicolas Ghesquieré. Il designer fu capace di reinterpretare in chiave moderna i classici intramontabili della maison, creando abiti all’avanguardia, sia a livello di design sia a livello di immagine. Inoltre, Ghesquieré disegnò la borsa iconica del brand, “Lariat” inspirata al mondo delle moto.

Dopo 15 anni come mente creativa del brand, Nicolas Ghesquieré termina il contratto con la casa di moda. Per la maison si apre un nuovo capitolo, che vede come protagonista Alexander Wang. Il giovane designer adotta uno stile minimal e geometrico, rispettando comunque l’identità del brand.

Nel 2015 Balenciaga nomina Demna Gvasalia, come direttore creativo del brand. Molti erano scettici, riguardo alla scelta presa dalla casa di moda. Il designer di origini georgiane, creatore del brand di successo Vetements, si distingue per il suo stile “underground” e controcorrente rispetto ai canoni estetici odierni. Gvasalia ha apportato dei grossi cambiamenti allo stile del brand, ma nessuno è rimasto deluso da ciò, infatti le sfilate di Balenciaga sono tra quelle più attese nel mondo della moda.

J’adore Dior

storia delle maison Louis Vuitton, Dior, Balenciaga e Gucci

Da il “New Look” di Christian Dior al genio pazzo di Galliano, dal minimalista di Raf Simons fino alla prima desginer donna Maria Grazia Chiuri.

La casa di moda Dior, fu fondata da Christian Dior nel 1946. L’anno seguente, la maison lancia la sua prima collezione con la quale diede vita al New Look.

Il “New Look” viene classificato come uno dei momenti più importanti nella storia della moda: a causa della guerra l’industria della moda era ferma e le donne parigine avevano perso il senso dello stile; con la sua nuova linea Dior rivoluzionò la moda per le donne degli anni ’40. La silhouette era caratterizzata da una piccola vita scavata e da una gonna piena sotto la lunghezza di mezzo polpaccio, che sottolineava il busto e le anche.

Il “New Look” diventò estremamente popolare, la sua silhouette influenzò altri designer di moda anche negli anni ’50, e Dior guadagnò un certo numero di prominenti clienti di Hollywood, degli Stati Uniti e dell’aristocrazia europea.

Dopo la morte del designer nel 1957, Yves Saint Laurent prese il posto, ma qualche anno dopo aprì il suo marchio.

Dal quel giorno in poi, la maison Dior ebbe come direttori artistici Marc Bohan e Gianfranco Ferrè, ma entrambi, sebbene di grande talento, non riuscirono a soddisfare le esigenze del brand.

Solo nel 1997, con l’avvento di John Galliano, il brand divenne di nuovo al centro dell’attenzione: Sfilate inimmaginabili uniti ad abiti super sfarzosi ed eccentrici. Ogni collezione di haute-couture aveva un tema, dalle influenze del mondo orientale all’antico Egitto, dal medioevo fino all’era edoardiana. Nel 2011, Galliano venne licenziato a causa di una sua scenata da ubriaco, in cui fece osservazioni antisemite.

Un anno dopo, nel 2012, Raf Simons viene annunciato come nuovo creativo del brand. Simons è noto per il suo stile minimalistico contrastante con lo stile adottato da Galliano. Il talento di Simons fu evidente quando presentò la sua prima collezione di haute-couture per Dior. Il designer, riuscì perfettamente a combinare il suo stile minimal con l’eleganza di Dior. Purtroppo essendo un mondo opposto al suo nel 2015, Simons abbandona Dior per Calvin Klein.

La maison non resta con le mani in mano e rischia ancora nominando, nel 2016, Maria Grazia Chiuri come direttrice creativa di Dior. Per la prima volta nella storia del brand, una donna è la stilista ufficiale del marchio. Chiuri tenta di esplorare la natura femminile di Dior alternando un look rigido ispirato al concetto di divisa ad abiti in tulle. Le sue ultime collezioni stanno avendo un grande successo. E noi ne siamo felici.

Gucci: be different

storia delle maison Louis Vuitton, Dior, Balenciaga e Gucci

Dalla moda fiorentina degli anni ’60 allo stile sex di Tom Ford, da Frida Giannini al genio di Alessandro Michele

Gucci, venne fondato a Firenze nel 1921 da Guccio Gucci. Il marchio nasce come pelletteria e presto divenne uno dei maggiori produttori in Italia. Presto espanse la sua produzione ad abiti, scarpe e accessori, fino alla distribuzione in Europa. Durante gli anni ’60 e ’70 Gucci divenne simbolo di Firenze, e di conseguenza di ciò che era associato alla moda e allo stile fiorentino. Le stelle del cinema posavano in total-look Gucci per le riviste di tutto il mondo, contribuendo alla crescente reputazione della società.

Negli anni ’80 ormai tutti avevano copiato lo stile made in Italy by Gucci, quindi il brand perse di popolarità.

Solo nel 1990 quando l’azienda assunse come direttore artistico Tom Ford, le cose cambiarono. Tom Ford fu abile a capire di cosa il pubblico avesse bisogno, così mescolò la seta con il velluto e.. BAAM, magia!

Ford creò uno stile sensuale e provocante, abiti aderenti e corti, camicie in seta e completi in velluto. Il tutto sponsorizzato da super sexy campagne pubblicitarie, in cui compaiono modelli e modelle in atteggiamenti intimi.

Con la fama creatasi grazie al suo lavoro per Gucci, Tom Ford decide di lasciare la casa di moda per dedicarsi al suo brand. Prende il suo posto, Frida Giannini, designer italiana che fino al 2015, tenta di mantenere ciò che Tom Ford aveva creato prima, ma senza successo.

Come Balenciaga, Gucci ha deciso di scommettere tutto su un designer emergente chiamato, Alessandro Michele. L’ ascesa di Michele in Gucci è evidente per tutti. Il designer è stato in grado di risollevare il brand solo dopo due collezioni. Il suo stile folle e colorato piace a tutti, ogni pezzo della collezione è unico nel suo genere. Direi che Gucci ha vinto la scommessa.