Lui voleva arrivare, era sicuro di arrivare e non aveva mai messo in dubbio che sarebbe arrivato“.

Così Franca Sozzani ricordava Gianni Versace, primo giovane di talento da lei incontrato durante la sua carriera. È proprio la determinazione a spingere il venticinquenne a partire per Milano da Reggio Calabria, dove vive e lavora nell’atelier della madre. Dopo aver collaborato con numerose aziende di confezioni, nel 1976, insieme al fratello maggiore Santo, decide di aprire un’impresa di moda tutta sua.

È il marzo del ’78 quando la prima collezione sfila in passerella nel palazzo della Permanente di Milano. La Medusa, simbolo della Maison, attira nella sua orbita seduttiva i neonati anni ’80. La particolarità del suo stile vive nella libera commistione di elementi decorativi di epoche artistiche opposte, dalla Magna Grecia al Rinascimento, dal Barocco alla Pop Art. Il passato diventa una scusa per sperimentare. L’audacia è visibile anche nell’uso di nuovi materiali: pelle trattata e colorata come tessuto, maglia metallica e coloratissime sete stampate.

Nel 1992 Rockin’ Gianni, come lo chiamano i giornalisti americani, scandalizza con la collezione bondage. La sua sconfinata fantasia abbandona il vendibile e approda al mondo dell’arte, della danza creando i costumi per gli spettacoli del coreografo Maurice Bèjart. Ad accompagnarlo nell’innovativo percorso creativo, caratterizzato da un’originalità che diventa tendenza e spazza via le regole, ci sono le sue creature, molto più che muse: le top model.

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Christy, Linda, Naomi, Cindy, Tatiana riescono ad appannare la celebrità incontrastata dei divi di Hollywood. Leggendarie le campagne pubblicitarie scattate da Avedon, Weber, Testino e Meisel. Anche l’establishment delle celebrity non può fare a meno di una vita very Versace. Nella lista dei clienti affezionati tra nomi come Elton John, George Michael e Madonna spunta perfino quello di Lady Diana, estimatrice della linea di alta moda Versace Atelier ideata nel 1990.

Dopo la tragica scomparsa di Gianni nel 1997, è la sorella Donatella, da sempre preziosa consigliera e dal 1989 designer per la linea giovane Versus, a raccogliere la sua eredità stilistica. Nato come business familiare, quello dei Versace oggi è un impero che parte dal mondo della cosmesi e della gioielleria e si estende fino all’home design e alle catene alberghiere.

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Adesso, nel 2016, Donatella Versace ripercorre la storia del marchio in un libro firmato Rizzoli. Un racconto per immagini intimo e personale. Il volume fotografa il presente di Versace e il suo archivio storico, dalle passerelle agli scatti backstage fino a raccontare i segreti di Atelier Versace.

La suddetta linea Haute Couture della casa di moda italiana, purtroppo per la prossima stagione non ci regala buone notizie: è stato difatti deciso che non sfilerà durante la prossima settimana della moda parigina dedicata all’alta moda. Secondo quanto riportato da Mf, dal 22 al 24 gennaio il brand presenterà la collezione primavera/estate 2017 attraverso appuntamenti privati dedicati a top client, stampa internazionale e celebrity in concomitanza con la kermesse dal 22 al 26 gennaio.

Solitamente Atelier Versace inaugurava la settimana della couture sfilando di domenica sera, appuntamento ora assegnato a Maison Rabih Kayrouz, fondata dal designer libanese Rabih Kayrouz nel 2008.