Il Vintage Festival ha avuto luogo, per la 6ª edizione a Padova, nel ex tribunale civile del ‘500, nonché l’attuale centro San Gaetano in via Altinate 71, dal 11 al 13 settembre. Oramai questi 3 giorni sono divenuti un appuntamento fondamentale per gli amanti della moda, del design e dell’arte.
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Il festival ospita infatti incontri e conferenze con esperti di comunicazione, spettacolo, moda e design, laboratori artistici, party serali, esposizioni di artisti internazionali e showcase di aziende. L’apertura del festival ha visto un concerto serale di Giuliano Palma, al caffè Pedrocchi, che ha fatto partire il festival in quarta. All’interno della struttura l’agorà centrale ospita stand di negozi che offrono un’ampia scelta tra capi vintage di marca e non, dalle scarpe agli occhiali da sole, mentre il fine serata è allietato da performance live, djset e party.
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Ovviamente ora non posso elencarvi con precisione tutti i personaggi, i workshop e i party organizzati, perché vi farebbe solo rimpiangere di non esserci andati. Cercherò comunque di illustrarvi gli eventi salienti che sono ricorsi nell’arco delle tre giornate.
Durante la giornata del’11 l’incontro imperdibile era con il direttore di GQ: Carlo Antonelli, mentre alle 16 e alle 17.30 si svolgevano rispettivamente il workshop Pure Wellness, sulla cura del proprio corpo, e quello sul denim. Sabato 12 era imperdibile (e io ovviamente l’ho perso): Chef Rubio e Mara Maionchi hanno dominato il pomeriggio, mentre si svolgevano diversi e tutti interessanti workshop, Impossible Image Lab e The Art of Tea in Great Britain sarebbero stati sicuramente i miei preferiti. Nella giornata di domenica 13 gli ospiti sono stati molti a partire da A.N.G.E.L.O. (collezionista vintage), Stefano Seletti e Platinette.
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Sarebbe fantastico poter partecipare ad ogni evento organizzato durante le tre giornate, ma per mia sfortuna ho potuto visitarlo solamente la giornata di domenica 13, che mi ha comunque offerto molto, soprattutto dal punto di vista dello shopping.
Quest’anno le esposizioni erano molte e tutte ampiamente soddisfacenti. Per gli amanti del design, a mio parere, l’area espositiva più bella era quella della Seletti wears toiletpaper, che ti permetteva di ritornare con la mente agli anni ’60, mentre per le più modaiole erano disponibili gli archivi Versace fantasia di seta, Tabarrificio Veneto e Workwear.
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Ora che vi ho illustrato a grandi linee ciò che si poteva vedere nelle tre giornate passo alla cosa più importante: lo shopping. Come detto in precedenza l’agorà offre mille opportunità per gli amanti del gusto retrò.
Per coloro che non riescono a completare un outfit senza accessori, soprattutto se questi hanno un tocco etnico, lo stand Elizabeth the First fa al caso vostro. Il loro atelier, che riceve per appuntamento, è a Roma ed ad Olbia, ed offre anche abiti e complementi d’arredo. A Marciana Marina invece troverete il fantastico negozio Viola Vintage che ha una selezione di occhiali da sole da fare invidia a chiunque. Baleni Boutique, a Bologna, vende e noleggia luxury bags attuali e vintage, adatto a qualsiasi stile.
La Deuda Concept Haus di Verona offre tutto: dall’arte al design, passando per l’architettura, la moda, all’oggettistica per la casa. Infine per le amanti (come me) di prodotti per la casa, da tazze a sedie divertenti e colorate, il concept store Myho a Padova vi regalerà una grandissima soddisfazione.
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Detto ciò vi invito a visitare la pagina ufficiale del Vintage festival su Facebook e di partecipare a quello del prossimo anno. Consiglio in più? Tenetevi dei soldini da parte!
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