Tra le moltitudini di trend che la moda mescola uno dei più estrosi e glamour è il Witching Hour, ovvero “la stagione delle streghe”. Archetipo potente della storia della moda contiene in sé desiderio di rivalsa e un allure vagamente femminista. Nell’ultimo decennio, numerose case di moda tra cui McQueen, Dior e Saint Laurent hanno attinto a piene mani dagli elementi della cultura stregonesca al fine di appropriarsene nelle proprie collezioni. Ma cosa rende le streghe così appetitosamente sartoriali?

La moda non è l’unica ad acuire l’immaginario della strega moderna: televisione, cinema e web impazzano di proposte a loro dedicate ridando luce ad una delle figure più bistrattate dell’umanità. Così l’immaginario stantio della vecchia con il cappello a punta munita di scopa ha lasciato il posto ad un’infinità di nuovi avatar per cui la moda ed il costume rivestono un’importanza esemplare nella costruzione dell’identità di strega.

Esempio perfetto è la terza stagione di American Horror Story: Coven, serie su cui Ryan Murphy sfoga le sue più perverse fantasie ispirate da demonologia, cinema horror e folklore made in USA. Coven è ambientato a New Orleans, sede di una scuola per ragazze speciali che ospita giovani streghe discendenti dalla stirpe di Salem. Ognuna di loro detiene poteri particolari e potentissimi, ma solo una riesce a destreggiarli tutti, la Suprema, titolo detenuto da Fiona interpretata dalla splendida Jessica Lange, una strega glamour tutta incantesimi e tacchi a spillo.

Witching Hour- Coven American Horror Story

Ma a precedere Fiona & Co. sono arrivate le streghe di East End e quelle di Sleepy Hollow. Impossibile poi dimenticare cult movie che hanno visto Angelina Jolie in versione Malefica, Meryl Streep in Into the Woods ed ancora la provocante Madonna in Four Rooms. Insomma, considerato che la season of the witch si preannuncia particolarmente lunga, bisogna prepararsi adeguatamente all’arrivo di queste signore della notte.

La moda, dal canto suo, non ha mai abbandonato questo trend, ripresentandolo in passerella dando vita ad una reinvenzione del concetto moderno di strega.

Alexander McQueen AI 2007

Forse una delle più esoteriche rappresentazione della strega ce l’ha regalata proprio Alexander Mc Queen che rintracciò nel suo albero genealogico una lontana parente Elizabeth Howe, giudicata colpevole e giustiziata nei processi di Salem del 1692. Questo il punto di partenza da cui  mostrare come l’orrore dell’umanità e la bellezza della natura siano intrinsecamente collegate. Un pentagramma rosso disegnato sulla passerella con una piramide rovesciata, abbinato a copricapi lunari e stellari, è stato uno dei più espliciti cenni di stregoneria degli ultimi tempi sulla catwalk.

Witching Hour- McQueen ai 2007

Saint Laurent AI 2012

Nell’ottobre del 2012 Hedi Slimane ha debuttato con la linea femminile di Saint Laurent elidendo “Yves” dal brand. Ispirazione della collezione l’icona della musica – e strega bianca – Stevie Nicks. Con lui si intravede una nuova concezione di strega contemporanea, pervasa da un’estetica glam-retrò che incontra il rock star style. Streghe e musicisti sono intrinsecamente cool; i due combinati sono immediatamente desiderabili.

Witching Hour- Saint Laurent ai 2012

Dior PE 2017

Il debutto di Maria Grazia Chiuri per la maison francese non è passato inosservato: un’ode al matriarcato era d’obbligo per la prima donna a ricoprire il ruolo di creative director presso Christian Dior. Gli abiti raccontano fantasia e femminilità, perfetti per lanciare incantesimi e ammaliare, così magici che sembrano venuti fuori da un Grimorio antico.

A balzare all’occhio è l’ormai famigerata t-shirt bianca “we should all be femminists”. «La scritta sulle magliette della prima sfilata di Dior firmata da Maria Grazia Chiuri si riferiva al titolo di un libro di Chimamanda Ngozi Adichie», afferma l’antropologa della moda Simona Segre Reinach: «Dovremmo essere tutti femministi”, non rinnega affatto moda, trucco e potere».

Witching Hour- Dior PE 2017

Vivienne Westwood A/I 1983

Con un incantesimo del tempo vi vorrei catapultare all’ultima collaborazione ufficiale tra Malcom McLaren e la Westwood che viene sancita con la collezione “Streghe”. Salem e l’inquisizione erano lontani anni luce dal mood della sfilata, Vivienne era rimasta incantata dal “linguaggio esoterico” contenuto nella grafica pop di Keith Haring. Una collezione dall’enorme impatto grafico, ma uno dei cappotti più in linea con quello che si potrebbe immaginare quando si sente la parola “strega” è un impermeabile con cinturino con ali di pipistrello.

Gucci PE Resort Collection 2017

Le Streghe di Alessandro Michele scelgono colori acidi e brillanti per fare il verso a puritane e timorate seicentesche. Vestono di volant, pizzi e merletti per poi giocare alle intellettuali emancipate con tendenze dark, più a loro agio in abiti di pelle traforata e pattern serpentinei. «Il passato – ha spiegato Alessandro Michele di Gucci su Vogue – è come una miniera attiva piena di richiami e possibilità, un modo per portare al centro della scena il presente».

Witching Hour- Gucci PE resort 2017

Marc Jacobs AI 2017

Capitanate dalla Mother Monster Lady Gaga, le streghe MJ indossano zepponi glam anni ’70, abiti e soprabiti di velluto, impreziositi da pizzi e strass luminosi. Gli occhi sono bistrati di nero e prediligono come acconciatura delle biondissime onde anni ’20. Le “streghe” sono tornate ma mutate e si stanno riprendendo quella seduzione che, nella guerra fra i sessi, hanno dovuto cedere in nome della parità

Witching Hour- Marc Jacobs AI 2017

Designer e cineasti moderni si rivolgono alla nostalgia degli anni ’90, che hanno riacceso i riflettori sul tema Witching Hour. Se solo tutti avessimo la possibilità di cambiare il nostro outfit con il semplice schiocco delle dita o qualche incantesimo in latino arcaico…. Beh,quello sì che sarebbe un bel potere magico!