Alle elementari ti stampano tre faccine sorridenti. Alle scuole superiori ti stampano tre, e basta. Con l’università se sei fortunato incontri qualche 30. In azienda (sempre se sei fortunato) il tuo operato frutta il +3%.

Da che hai memoria, le tue performance vengono sempre valutate e sentenziate da qualche esperto.

Nella scuola, nel lavoro, nello sport. Non hai scampo. Dove l’operato è finalizzato ad un obiettivo, quell’operato il più delle volte verrà giudicato. Bene o male. E di giudizi, sentenze e numeri tratta anche la storia di Katelyn Ohashi.

La ginnasta statunitense da qualche giorno è sulla bocca di tutti, grazie alla sua esibizione mozzafiato ai campionati Collegiate Challenge di Anaheim, in California. Un minuto e mezzo di assoluta perfezione, il suo, che le è valso il massimo dei voti e la standing ovation del pubblico. Le acrobazie a corpo libero, intervallate da moonwalk e mosse alla Michael Jackson, hanno fatto il giro del mondo, consacrandola a piccola, grande stella della ginnastica. Per lei, solo 10.

Katelyn Ohashi

Katelyn Ohashi e il lato oscuro della ginnastica

Mi definivano grassa. Ho pensato alla bulimia come soluzione“. Si è espressa così, la giovane Katelyn, pensando al passato. Entrare nella squadra nazionale di ginnastica è stata per lei una conquista, ma al tempo stesso una condanna. Nel suo diario, che qualche tempo fa ha reso pubblico, l’atleta svela il lato oscuro della vita di questi soldatini, all’apparenza intaccabili e sorridenti.

Ho iniziato a misurarmi le cosce con le mani, per vedere se diventavano troppo grandi. Di solito riesco a prenderne una con tutte e due le mani, ma oggi non ci sono riuscita. Mi sono sentita distrutta e ho detto a me stessa che non avrei finito il panino che avevo per pranzo. Adesso però ho fame, ho proprio fame.Giugno 2010.

Stasera ho mangiato troppo, mi faccio schifo, sento il grasso che cresce sulle mie gambe. Non posso andare in palestra così domani, quindi adesso faccio allenamento finché non sono esausta. Finché la mia coscienza non mi permetterà di addormentarmi.” Gennaio 2011.

All’epoca, Katelyn Ohashi aveva quattordici anni. Non è la prima, né sarà l’ultima atleta a formulare certi pensieri. Non è la prima e purtroppo non sarà l’ultima a ricorrere all’autodistruzione per “salvarsi”. Rispondere a certi canoni, riuscire ad entrare in schemi prestabiliti, nonché in tutine, body, tutù, abiti firmati, porta ragazze di ogni età ad annientarsi, anima e corpo. Proprio come ha fatto Katelyn.

Però, ad un certo punto, la ginnasta ha scelto di salvarsi davvero, dicendo basta. Katelyn ha abbandonato l’agonismo, senza rinunciare alla sua passione. Continuando a brillare nelle competizioni minori, ha rinunciato all’idea di portare al collo il peso delle medaglie più prestigiose e sulle spalle quello della rigida disciplina agonistica. In una foto del suo profilo Instagram, Katelyn celebra ora il corpo della donna, in tutti i suoi difetti e le sue diversità. “Le donne che mostrano la loro pelle restano vulnerabili ed esposte ai giudizi e alla mercificazione. Oggi, quelle donne verranno  ammirate per il loro coraggio, la forza, l’unicità e l’incredibile bellezza, contro ogni tipo di standard.

L’esibizione da 10 di Katelyn

Come una fenice risorge dalle sue ceneri, così Katelyn Ohashi è uscita dall’incubo giovanile per trasformarlo in un sogno ad occhi aperti. I disturbi alimentari, le offese, persino gli infortuni sono un lontano ricordo ormai. Chi, come me, si è imbattuto nel video della sua gara in California, sa bene di cosa parlo. La giovane atleta ha portato un mix irresistibile di musiche pop e R’n’B (tra cui l’immancabile Michael Jackson, molto utilizzato nelle gare di ginnastica). Acrobazie a corpo libero eseguite alla perfezione, salti, spaccate, rovesciate, ma anche moonwalk, movimenti di bacino e linguacce. L’esibizione di Katelyn è stata semplicemente perfetta. Non solo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto da quello emotivo.

Adoro il sorriso di Katelyn e la potenza dei suoi slanci. Le sue prove hanno il sapore di una festa che celebra la vita” scrive Roberto Saviano sul suo profilo Instagram. Di un elogio alla vita e alla libertà ritrovata si tratta, indubbiamente. Non un errore, non un’esitazione. Solo tanta grinta e la leggerezza di chi può finalmente esprimersi ed accettarsi per quello che è. Una bellissima e talentuosa campionessa.