A Natale c’è solo una cosa più forte dei pizzicotti della nonna, più sicura degli auguri dell’ex e più devastante dello stress da regalo: i sensi di colpa postprandiali.

Un’intera settimana trascorsa seduti di fronte a una tavolata imbandita è difficile da digerire, in tutti sensi. I manicaretti della mamma saranno anche stati tanto buoni ma una volta mandati giù hanno lasciato in bocca uno sgradevole sapore di digestivo e rimorso. Finito l’antipasto i progressi fatti a pilates sono svaniti, al secondo la cellulite ha fatto il proprio trionfale ritorno e a fine pasto… beh, a fine pasto tutto è stato perduto, non ci è rimasto che sbottonare i jeans e coprire gli specchi.

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Così è stato e così sarà sempre, al Natale non si scampa. E del resto chi è quel folle che dopo un intero anno di surgelati e pizze a domicilio avrebbe avuto il coraggio di dire no al cotechino solo per paura di un rotolino?

Probabilmente sono le mie radici terrone a parlare ma mai e poi mai avrei osato consigliare a qualcuno di mettersi a fare l’isterica a dieta proprio durante il periodo più dolce dell’anno. I pranzoni, i cenoni e tutti gli altri oni culinari di questa settimana andavano assaporati fino all’ultimo morso. E non lasceranno alcuno strascico, ve lo assicuro – parola di una calabrese con la 38 . Per smaltire gli eccessi dei giorni passati basta seguire alcuni piccoli accorgimenti.

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Prima di tutto, ricordiamoci che l’epifania tutte le feste porta via. Voi fatele portare via anche gli avanzi. Sbarazzatevi di tutti gli ipercalorici rimasugli e tornate subito alla vostra routine. Non c’è bisogno di continuare a mangiare pandoro fino a quando arriverà il momento di sostituirlo con la colomba.

Non siate pigri. Sono passati giorni da Natale ma ancora vi sentite gli struffoli sullo stomaco, lo capisco. Capisco anche che vi restano pochi giorni prima di tornare in ufficio e vorreste approfittare del divano finché potete. Ma, se volete un po’ di bene alla tonicità delle vostre cosce, allontanatevi da quella poltrona. Approfittate degli ultimi giorni di vacanza per girovagare tra i mercatini natalizi, visitare quella mostra per cui non avete trovato prima il tempo o, semplicemente, per passeggiare fino a quando non rientrerete nei vostri jeans.pranzonatale2

Fate incetta di frutta e verdura. Non c’è niente di meglio di un pieno di vitamine e sali minerali per depurare l’organismo dalle tossine accumulate in questi giorni unti e bisunti. E non barate, ricordate che la pacchia è finita, da oggi la frutta non deve essere candita e la verdura rigorosamente non fritta. Papille e addominali vi saranno grati di cotanta freschezza.

Aiutate la mamma in cucina. Se vi trovate ancora in quella prigione dorata di pastella che è la vostra casa natia, date una mano ai fornelli. Dove per dare una mano s’intende nascondere il burro, manomettere la friggitrice e inventare un paio di intolleranze appena scoperte. La genitrice sarà estasiata dalla vostra gentilezza e i pasti avranno circa un milioncino di calorie in meno.pranzonatale3

Le care vecchie tisane. Sembreranno un rimedio trito e ritrito ma funzionano. Mettete giù quel bicchiere di prosecco o non vi resterà nient’altro cui brindare se non al kg in più sulla bilancia. Bevete infusi di finocchio e zenzero, il loro effetto drenante contrasterà l’insorgere di ritenzione idrica. In altre parole, vi sto dicendo che allontaneranno la buccia d’arancia dalle vostre chiappe. Che aspettate a riempire quella tazza?

L’ultimo è il consiglio più importante, l’unico vero rimedio alle abbuffate di Natale.

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La saggia Izzie Stevens ci ha insegnato che se mangi qualcosa e nessuno ti vede quelle calorie non contano. La ancor più saggia me vi svela che anche ciò che si mangia con spensieratezza non conta. Le calorie assunte senza pensieri non vanno sulla pancia ma sul sorriso.

Non è la lasagna ad accumularsi sui fianchi ma il senso di colpa. I pranzi in famiglia non hanno il potere di trasformarvi in mostri di adipe ma possono rendervi delle persone felici, quello sì. Perciò smettetela di pensare a come smaltire e iniziate a sorridere ripensando ai bei momenti appena trascorsi.