Donna e Paranoia.

Chissà di chi è stata la brillante idea: quella di farci così complicate.
Già, perché tutto ciò che è semplice, palese e chiaro, a noi proprio non piace.
Noi siamo per il brivido dell’incertezza, della sfida.

Dopo aver abbondantemente parlato delle categorie maschili, ora ci spostiamo nell’universo femminile che, nella sua varietà, ha un comun denominatore: la paranoia.

Ogni donna, anche quella più semplice, più spigliata e spontanea ha una o più paranoie che la perseguitano, ne assoceremo una per ogni tipo di donna.

“TROVERO’ MAI QUELLO GIUSTO?”602090_517427548314280_2005710917_n

Questa è la categoria delle donne traumatizzate da Walt Disney.
La giornata-tipo, nell’arco di 24 h, è divisa in questo modo: 12 h sul letto a dormire e 12 h sul letto a fantasticare.
Hanno letto una quantità imprecisata di libri e visto una quantità innumerevole di film, ascoltano la musica con le cuffie e sorridono da sole.
Pensano a quanto siano state bene da bambine, in mezzo a tutti quei peluches e a quelle bambole, tra le coccole dei genitori e dei nonni, tra Cenerentola, la Sirenetta, Biancaneve.
Il problema è stato proprio questo: Walt Disney (in alternativa i libri delle favole).
Tutti quei “e vissero felici e contenti”, quei principi azzurri che salvano la povera ragazza ingenua, quei baci inaspettati, quelle sorprese improvvise le hanno letteralmente rovinate.
Prima di un appuntamento sono i grado di fantasticare su tutta la storia d’amore emozionante che vorrebbero vivere, attribuiscono al malcapitato tutte le caratteristiche dell’uomo perfetto per poi restarne inevitabilmente deluse liquidandolo nell’arco di una settimana.
Purtroppo non esiste un modo per creare “quello giusto” se prima non si eliminano tutti i pregiudizi e le aspettative con cui inconsciamente di parte già prima di conoscere un uomo.
Quindi, donne, dimenticate il principe azzurro!

“NON MI PIACCIO”fff

Questa è probabilmente la più comune tra le paranoie che ci affliggono: quella dell’accettazione di se stesse e, soprattutto, del proprio corpo.
Chi si vede grassa, chi si vede troppo alta, chi si vede il naso grosso, chi le labbra sottili, chi i capelli crespi e sformati. Insomma, anche la donna apparentemente perfetta non si piace: questo perché ci si deve adattare a canoni di bellezza imposti dall’alto, quando, in fondo, conta ben poco nella vita, quella vera, quotidiana.
Nessuna di noi si sveglierà mai come la modella della pubblicità del materasso, né troverà un fidanzato migliore se porta una 38 triste e sofferta.
L’arma più efficace è il sorriso che deriva dalla soddisfazione di come si è, di come si appare.
Vogliamoci bene, poi tutto verrà da sé.

“NON HO NIENTE DA METTERE”
armadio

La donna da shopping compulsivo.
Ogni volta che mette il piede fuori casa torna con qualche busta, non del supermercato, eppure,
ogni volta che mette il piede fuori casa, non ha nulla da mettere.
I vestiti nell’armadio rischiano di franare, non c’è più posto, ci sono maglie ancora con l’etichetta, ma se riceve un invito non ha nulla da mettere, le serve sempre una gonna un centimetro più lunga, una maglia di rosso diverso, la scarpa con il fiocchetto più piccolo.
Va letteralmente in ansia quando prova mille capi davanti allo specchio, fa sparire il letto e la sedia, e non le sta bene nulla.
Ragazze, accontentatevi, la maggior parte della gente neppure noterà che il top l’avete comprato questa mattina, tutto sta nel sentirsi  bene in ogni caso.

“STA SENTENDO UN’ALTRA”spying

Per le fidanzate “un tantino” ansiose, che interpretano negativamente qualunque segnale del proprio uomo.
Se sorride, sta sentendo un’altra.
Se sbadiglia, sta sentendo un’altra.
Se parla, sta sentendo un’altra.
Se mangia, sta sentendo un’altra.
Se respira o dorme… sta sentendo un’altra.
Vivono nel terrore di essere tradite.
Il problema non è lui, siete voi.
Se continuate a preoccuparvi, prima o poi succederà.
Godetevi la relazione finchè dura, nulla è eterno.
Prendete ogni giorno ciò che di costruttivo ed emozionante c’è tra voi, e siate felici di questo.

“HO QUALCOSA TRA I DENTI?”bontono10
Fanno parte della categoria anche “MA HO CHIUSO LA MACCHINA?”, “MA HO SPENTO IL GAS?”.

Hanno il bisogno disperato di avere tutto sotto controllo, e più lo fanno, più sono distratte.
Vanno in giro con due specchietti in borsa, non si sa mai, magari uno lo perdono per strada.
Parcheggiano, chiudono la macchina, arrivano davanti al supermercato e tornano indietro a controllare se hanno davvero chiuso la macchina.
Condannano il capello volante quando fanno la coda, sono abitudinarie, hanno dei rituali degni di un manuale di magia.
La parola d’ordine è: relax.
Qualunque cosa sia, è solo nella vostra testa.

“NON PASSERO’ MAI QUESTO ESAME”
stressed_student

Come non includere le studentesse in crisi.
Nelle loro vene scorre più caffeina che sangue.
Il pinzettone tra i capelli, non sanno più come ci si trucca, né come ci si depila.
Non hanno una vita sociale, se non nei momenti in cui aprono facebook perdendo ore di studio tra un video simpatico e un messaggio.
Conoscono a memoria tutte le serie tv che guardano per non pensare all’esame che, nella loro testa, non passeranno mai.
Risultato? 30 e lode.

“HO TUTTI I SINTOMI”ipocondria

Per quelle che si improvvisano dottoresse.
Che usano google per diagnosticare mali incurabili.
Che al primo accenno di dolore vanno nel panico e chiamano tutti i medici.
Che leggendo, tra i risultati delle analisi, “esito negativo”, pensano che sia davvero negativo.
Loro nelle dispense non hanno cibo, ma farmaci, per ogni evenienza.
Sono le prime cose che mettono in valigia, altro che biancheria intima!
E, soprattutto, mettono ansia anche agli amici, ai parenti, ai colleghi.
“Indossa la giacca o ti verrà una polmonite”
“Ti vedo pallida, perché non prenoti una visita?”
Non salgono sui mezzi pubblici per paura di contrarre l’ebola, il vaiolo, la lebbra.
Ragazze, imparate ad ascoltare il vostro corpo, ve ne sarà grato!

“NON FARO’ IN TEMPO”arrabbiarsi-con-chi-non-capisce

La donna masochista e stakanovista, quella che cerca di autoconvincersi che la giornata abbia 72 ore.
Ha due agende che aggiorna costantemente, una è in borsa, l’altra sulla scrivania.
Il curriculum vitae  è sul desktop, al centro.
La casella mail è piena di conversazioni formali.
Il cellulare squilla ogni mezzo minuto.
Va in giro in tailleur, auricolari e tanta ansia.
Il problema è che non riesce a dire di no, a meno che non si tratti di un aperitivo tranquillo con gli amici di vecchia data.
Fidanzato? Ma cos’è? Un animale da compagnia? Un utensile da cucina?
Sono quelle che vanno a trovare i cari due volte all’anno, ma il cellulare continua a squillare anche in quelle occasioni.
Donne, abbiate tempo per voi stesse e per gli altri.
Il lavoro è importante, ma non è la priorità!

Bene, io personalmente faccio parte di una o più categorie, e voi? Qual è la vostra più grande paranoia?