Venerdì 7 aprile Netflix rilascerà la seconda parte della serie “The Get Down”, e se non l’avete ancora vista non fatevi scappare l’occasione!

“The Get Down” ha fatto capolino nel catalogo Netflix nell’agosto del 2016 e ha conquistato subito il pubblico mondiale. Creato e prodotto da Baz Luhrmann (Romeo + GiuliettaMoulin Rouge!AustraliaIl grande Gatsby), la serie è ambientata nel Bronx newyorkese del 1977 e racconta dell’evoluzione dell’hip-hop e della disco music vista dagli occhi di un gruppo di ragazzi col sogno di portare la propria musica ai massimi livelli.

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da sx: T. J. Brown Jr., Justice Smith, Shameik Moore, Jaden Smith, Skylan Brooks

Da una parte una compagnia di amici che, grazie all’aiuto del writer e DJ Shaolin Fantastic (Shameik Moore), porta avanti il sogno del loro “paroliere”, il protagonista della serie, Zeke. Interpretato da Justice Smith, Zeke è la voce narrante della serie e in più scandisce le puntate con le proprie canzoni che sono pure poesie.

Dall’altra il grande amore di Zeke, la bellissima e talentuosa  Mylene Cruz (Herizen Guardiola) che sogna di diventare una star della disco. L’amore fra Mylene e Zeke è però ostacolato dalla loro diversa visione del Bronx: per uno un continuo spunto e perfetto habitat per crescere e svilupparsi, per l’altra un peso per la sua carriera che rischia di tarparle le ali.

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La loro differenza di opinione aiuta a definire al meglio l’hip-hop, uno dei generi più rivoluzionari e potenti della seconda metà del Novecento, che nasce dal disagio e dal bisogno di raccontarlo. La forza di “The Get Down” è infatti il far vedere le cose come stanno, il presentare il Bronx senza luoghi comuni o spiegazioni inutili.

Perchè è proprio il Bronx ad essere un vero e proprio personaggio della serie con le scenografie studiate perfettamente nel minimo dettaglio, tanto da far trasparire prepotentemente l’atmosfera che in quegli anni si doveva respirare. Un quartiere semi-distrutto, lasciato in balia di se stesso, con tanto potenziale ma sommerso dal degrado.

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Ma la vera protagonista di “The Get Down” è senza ombra di dubbio la musica. Con una contestualizzazione continua attraverso i vari generi, dalle discoteche alle strade, attraverso le varie generazioni con l’evoluzione dei gusti, Luhrmann è riuscito a creare tutte le atmosfere giuste, catturando lo spettatore e catapultandolo in un’epoca che sembra lontanissima. La disco travolgente di quegli anni è il biglietto da visita di “The Get Down” che poi continua a maturare e stupire, grazie alle poesie rappate di Zeke ma non solo.

Dopotutto lo dice uno dei padri dell’hip-hop Grandmaster Flash che “allora la disco music era la grande protagonista e noi abbiamo cambiato tutto”, e in “The Get Down” si sente questo cambiamento e l’importanza (musicale e non) che ha significato. Attraverso le vicende di Zeke lo spettatore assiste alla nascita delle idee che hanno portato la musica che conosciamo oggi. Ci si ritrova infatti a vivere il sogno e la speranza che impregnano ogni puntata come se fossero nostri, lasciando le emozioni in mano a Luhrmann che come sempre sa bene come usarle.

Oltre al magistrale utilizzo della musica del periodo, bisogna sottolineare la qualità delle canzoni originali, scritte ad hoc per emozionare sia l’orecchio addestrato che quello più sentimentale, costruite con l’andare avanti della serie per far sì che lo spettatore si affezioni ad esse e diventi partecipe della loro evoluzione.

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da sx: il giornalista Nelson George, il regista Baz Luhrmann, l’attrice Herizen F. Guardiola, Grandmaster Flash, e sotto gli attori Justice Smith, Shameik Moore, Jaden Smith.

Qui di seguito il trailer della seconda parte di “The Get Down”. Ovviamente, SPOILER per chi non avesse ancora visto la prima parte.