Lo studio di Michela Fasanella, fondatrice del marchio Aroma30, si trova a Roma, quartiere Tor Pignattara.
E’ strano ed affascinante come nel delirio e nel caos multietnico tipico della zona, entrare nel suo studio riesca a donare immediatamente la sensazione di trovarsi “altrove”: in un loft stile industrial di Bushwick, a Ny, o in un silenzioso ufficio di interior designer berlinesi.
La palette di colori che lo arredano ricorda le sfumature che caratterizzano le sue collezioni, mentre la luce che arriva da un lucernario sul tetto, le scale a chiocciola, il pavimento in legno, ricordano un vecchio teatro.
Aroma30 è sinonimo di una semplicità minimal, elegante e funzionale al tempo stesso, e necessariamente senza tempo: questo luogo “assomiglia” moltissimo all’animo profondo del marchio e della sua creatrice.
La donna Aroma30 ha la grazia di una moderna ancella, delicata ma sicura di sè, attenta a dettagli preziosi che la rendono unica.
Conosco questa talentuosa designer da moltissimi anni, ed oltre ad una solida amicizia, ci lega anche la collaborazione per molti shooting realizzati insieme, nei quali ho lavorato come fotografa per i lookbook delle sue meravigliose creazioni.
Michela fonda il suo marchio dopo anni di esperienza acquisita da Salvatore Ferragamo e Valentino, in seguito agli studi presso l’ Accademia di Moda e Costume di Roma ed il St. Martens College di Londra.
Oggi però siamo qui non per sventolare ottimi curriculum, ma per una chiaccherata fra amiche su moda, ispirazioni, artigianato, fashion blogger e contaminazioni creative.

Studio Aroma30

Studio Aroma30

Aroma30 lookbook SS 2017

Aroma30 lookbook SS 2017

Michela, ci siamo conosciute un bel pò di anni fa qui a Roma, in un locale underground – in tutti i sensi – della scena indie romana. Ricordo quel periodo sempre con il sorriso sulle labbra, in quanto credo abbia “forgiato” in parte il nostro gusto e le nostre scelte: il venerdì era il nostro appuntamento fisso…! Quanto la cultura indie ha influenzato le tue scelte, il tuo stile ed il tuo lavoro?
Sicuramente ha influenzato la mia vita, visto che quasi tutte le mie amicizie attuali vengono da quel periodo lì, inclusa la nostra, appunto! Era sicuramente molto bello sentirsi parte di una “scena” di cui condividevi gusti musicali, stile, icone. Quello che però mi è rimasto della cultura indie e che ha influenzato il mio lavoro è la radice del fenomeno: l’indipendenza. In quel periodo (2004/2006), con il proliferare di Myspace e di gruppi musicali auto-prodotti, si è cominciata a sviluppare nella nostra generazione la fiducia nel fare qualcosa per conto proprio e diffonderlo online. Aroma30 è nato così, da questa spinta. Oggi è normalissimo, quasi noioso, parlare di brand indipendenti e start-up ma solo dieci anni fa non era affatto comune, e credo sia stata una vera rivoluzione.

Assolutamente si. Oggi, nel 2016, come sono cambiati i tuoi punti di riferimento a livello di ispirazione, di gusto estetico?
Dieci anni fa ero più attratta dalle tendenze del momento, mi sentivo molto stimolata a cogliere cosa era “hot” in altri Paesi e anticipare quello che sarebbe stato mainstream di lì ad un anno o due. Forse perchè mi ero affacciata solo da pochi anni a questo lavoro e mi entusiasmava il fatto di poter capire alcune dinamiche in anticipo rispetto al resto del mercato. Oggi, da diversi anni a dire il vero, sono concentrata sulla ricerca di un’estetica senza tempo, che attraversi gli anni indenne e e che abbia lo stesso significato per persone di diverse estrazioni sociali, diverse età e mentalità.
Quindi cerco di riconoscere questo tipo di bellezza da usare come riferimento: il filo atemporale che accomuna una tela di Caravaggio ad un pezzo di musica elettronica, ad un regista del neorealismo o un edificio di Zaha Hadid. Ci sono cose che sono belle oggi e lo saranno sempre, per chiunque, e io mi lascio ispirare da questa componente assoluta e atemporale di bellezza.

Aroma30 SS 2015

Aroma30 SS 2015

Il moodboard è qualcosa che mi ha sempre affascinata moltissimo nel processo creativo di una collezione. Che cosa è per te, come lo strutturi?
E’ il momento di maggiore immaginazione del processo. Parte da un’atmosfera che stai inventando dal nulla, e che devi concretamente spiegare a te stessa e agli altri. A volte è stimolata da un’immagine, a volte da una musica, può essere davvero qualsiasi cosa, anche la più insignificante a cui però in quel momento dai un significato. E allora parti dal cercare immagini che possano aiutarti a costruire quell’atmosfera, che diano un quadro chiaro del momento che stai descrivendo, come potrebbe fare un regista. Io raccolgo tutte le immagini via via, in modo quasi ossessivo, poi le lascio sedimentare per giorni e in seguito faccio una selezione. Mi piace quando l’atmosfera può essere descritta efficacemente nel minor numero di immagini.

Aroma30 lookbook SS

Aroma30 SS 2013

A volte, con la fotografia, mi trovo a raccontare o ri-interpretare, nei miei scatti personali, frammenti di film che mi hanno colpita… Ci sono mai stati dischi, immagini, o film che hanno ispirato il tuo lavoro? 
Sì, e sarebbero davvero troppi da elencare. Diciamo che non ho mai fatto una collezione ispirata ad un film in particolare o ad un disco, preferisco “assorbire” tutto e metabolizzarlo poi a modo mio, senza ordine o filo logico. Se proprio devo citare qualcosa credo di essere debitrice a Sofia Coppola, a Bernardo Bertolucci e Michelangelo Antonioni, alla fotografia di Paolo Roversi, Peter Lindbergh e Corinne Day, al minimalismo anni ’90 e a Valentino Garavani.

Il valore dell’artigianato made in Italy: di fronte a colossi “fast food” della moda come zara, h&m, ecc, quanto ha perso valore anche per i target di clienti più “alti” il valore della sartorialità e la cura tipicamente nostrana nella produzione?
La sartorialità ha perso seguito molto prima dell’arrivo dei colossi fast-fashion, la produzione in serie aveva già scardinato a suo tempo l’importanza “dell’abito buono” fatto su misura. Questo però non vuol dire perdita di valore, anzi al contrario. Chi sceglie l’artigianalità oggi fa una scelta molto chiara, diversa da quella che si faceva 70 anni fa, quando andare dal sarto era l’unico modo per avere un vestito. Oggi chi sceglie la sartorialità è un feticista del dettaglio, un amante del bello, un consumatore che non vuole scendere a compromessi etici ed estetici. La sua è una presa di posizione nel mondo, una forma di consumo quasi anarchica, è interrompere il flusso di ciò che è pronto davanti ai tuoi occhi per fare delle scelte nelle quali sei coinvolto in prima persona e puoi dire la tua. All’estero soprattutto, la nostra tradizione sartoriale è ancora vista come una forma d’arte applicata e in alcune zone d’Italia, come Napoli, è una tradizione dal significato ancora molto forte. L’artigianato sta vivendo un momento di grandissima ascesa, ma si rivolge a pochi, ed è una nicchia basata più sulla mentalità che sulle possibilità economiche e forse è proprio questo, oggi, il suo valore.

Backstage shooting Aroma30

Backstage shooting Aroma30

Dall’artigianato al mondo del web 2.0. Cosa ne pensi del rapporto fra moda e social network, ed in particolar modo: qual è la tua opinione rispetto al proliferare di fashion blogger e web influencer?
Gli ultimi 7/8 anni hanno visto nascere e crescere questo processo di “democratizzazione” della moda, con sfilate accessibili in streaming live a chiunque abbia una connessione internet, con blogger trattati come star e apertura delle principali testate giornalistiche a collaboratori non professionisti. Al tempo stesso ha visto nascere moltissime realtà autoprodotte che stanno conquistando il loro spazio grazie al web e al commercio online. Io credo che la moda sia, sempre e comunque, specchio dei cambiamenti della società, e lo è molto più in queste cose che nei capi che fa sfilare in passerella. E’ inutile, a mio parere, emettere giudizi su un processo che si sta svolgendo in modo così autonomo e inarrestabile, possiamo soltanto stare a guardare e immaginare i prossimi orizzonti, ignoti a tutti. Certo fa tristezza sapere che ad alcuni blogger è assegnato un posto in prima fila accanto ad una veterana della critica di moda come Suzy Menkes. E’ un insulto alla moda stessa, un auto-gol da parte del marchio che comunica, indirettamente, che per giudicare il proprio lavoro non serve essere esperti conoscitori di tessuti e finiture e di avere la capacità di contestualizzare il valore sociale della moda. E’ un autogol anche cambiare direttore creativo ogni tre stagioni, come è un autogol dare sempre più importanza allo “spettacolo” rispetto ai valori-chiave del brand. Questo segna la fine della moda come la conoscevamo ma anche l’apertura di nuovi spazi, nuove possibilità. Un funerale, ma anche un nuovo assetto tutto da capire. Io sono d’accordo con le previsioni di Lee Edelkoort, autorevole trend-setter, che prevede la fine della moda istituzionale e il ritorno all’alta moda per pochissimi eletti, la nascita di un consumatore che si scarica i cartamodelli dal web e se li cuce da solo, o li porta al sarto di fiducia, mentre altri consumatori meno consapevoli continueranno a chiudere gli occhi di fronte allo sfruttamento di risorse umane in Paesi sottosviluppati e compreranno per pochi euro capi usa-e-getta destinati a durare pochi lavaggi.

Aroma30 SS 2016

Aroma30 SS 2016

A proposito di web… Hai recentemente lanciato Aroma30 anche nella mercato della vendita online: è un canale sul quale puntare oppure da relegare a marchi già super affermati?
Anni fa avrei detto il contrario, ma oggi dico che è un canale sul quale puntare. E’ aumentata la fiducia del cliente verso gli acquisti online e c’è quindi una maggiore disponibilità a comprare marchi nuovi. Certamente è molto difficile farsi trovare nella giungla del web, la proposta è vastissima e lo sarà sempre di più, ma vale la pena esserci e costruire via via una propria nicchia.

Designer preferiti al momento?
Maria Grazia Chiuri, da pochissimo Dior, e Pierpaolo Piccioli per Valentino.

Grazie di tutto Michela, ci vediamo al prossimo aperitivo…! O al prossimo shooting… non vedo l’ora di provare in anteprima qualche tua nuova creazione!

Se desiderate conoscere più da vicino il marchio Aroma30, visitate il sito ufficiale!

Backstage intervista

Backstage intervista