Non ci sono estranei, qui, ma solo amici che non hai ancora incontrato“.

Ecco a cosa pensavo mentre scandagliavo il sito di Couchsurfing alla ricerca di qualcuno che mi ospitasse durante il mio viaggio in Danimarca. L’idea di trovare concentrate in una sola pagina persone disposte ad aprire la loro casa a viaggiatori sconosciuti, la fiducia, la gioia della condivisione, la generosità che mi sembravano essudare tutti i volti e le frasi dei papabili host quasi mi entusiasmavano più del viaggio in sé e per sé. Dall’altra parte, però, avevo amici e parenti che cercavano di ridimensionarmi con le loro perplessità e i loro “Stai attenta!“. In effetti, affidarsi completamente a persona viste solo tramite uno schermo, può avere dei risvolti poco piacevoli.

Così ho cercato di mediare fra l’esaltazione e la prudenza e, dopo un’esperienza a dir poco positiva, ho messo insieme dei consigli per chi non sa come iniziare. In questa piccola guida su Couchsurfing, non solo imparerete come trovare il miglior host possibile ma anche come essere un ottimo guest!

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Couchsurfing: di che si tratta

Couchsurfing è una piattaforma che fa incontrare i viaggiatori (spesso squattrinati, o comunque con un budget ristretto) con i locali che hanno a disposizione un posto letto da offrire. In questo modo, i primi possono essere ospitati a casa dei secondi a titolo assolutamente gratuito. Non si tratta, però, solo di un mero scambio utilitaristico: alla base del Couchsurfing c’è anche la volontà di conoscere una persona, un Paese, una cultura nuova.

Spesso, gli host si offrono di accompagnare il guest in giro per la loro città, per mostrare loro luoghi che non si trovano sulle guide turistiche. Viceversa, il guest può pensare di ricambiare cucinando per l’host od offrendogli una birra facendo due chiacchiere. Tutto questo contribuisce a rendere quest’esperienza non solo materialmente conveniente, ma anche arricchente culturalmente.

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Couchsurfing: prima di partire

  • Creare il proprio profilo.
    È importantissimo avere un profilo il più possibile completo: è grazie a quello, infatti, che il guest e l’host si “conoscono” e scelgono di fidarsi l’uno dell’altro. Includere qualche foto, scrivere una presentazione di sé, elencare i propri interessi è un ottimo modo anche per trovare persone compatibili a sé. Ad esempio, chi è un grande amante della musica può trovare un altro appassionato e, magari, andare ad un concerto insieme!schermata-2017-02-03-alle-14-09-34
  • Stabilire itinerario e data del proprio viaggio.
    Se è la prima volta che utilizzate Couchsurfing e non siete proprio tranquilli al 100%, il mio consiglio è di iniziare un passo alla volta. Magari cercare un host per due settimane a Bangkok è più azzardato che per due giorni a Madrid. In ogni caso, in base alla data e al luogo, ma anche, come dicevamo prima, in base agli interessi elencati in profilo, verranno fuori pagine e pagine di persone disposte ad ospitarvi.
  • Scegliere l’host.
    Come scegliere? Tutto dipende da voi e dalla vostra personalità. Siete a disagio nell’essere ospitati da persone dell’altro sesso? Preferite una casa vicina al centro o immersa nella natura? Avete voglia di essere portati in giro da qualcuno o preferite fare da voi? Nei profili dei potenziali host troverete queste e altre informazioni in base alle quali scegliere. In linea di massima, fidatevi del vostro istinto (e delle review dei surfer precedenti!).

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  • Contattare l’host.
    Contattare più di un potenziale host, soprattutto se siete stretti con i tempi, può essere una buona idea: non è detto che il vostro “preferito” sia effettivamente disponibile. Nella mail di contatto, cercate di essere il più esaustivi possibile su di voi e sui vostri progetti di viaggio e, magari, fate leva su qualche dettaglio sull’host. Se siete orientati verso qualcuno che esprime un interesse analogo al vostro, fateglielo sapere. Personalizzare ogni mail ed evitare il copia-incolla, secondo me, è molto importante!
  • Stabilire i dettagli.
    Una volta che l’host confermerà la sua disponibilità ad ospitarvi, scrivetegli ancora qualche mail per concordare i dettagli. Scambiarvi i numeri o, magari, stabilire già quando e dove vi incontrerete il giorno dell’arrivo è un’ottima idea.

Couchsurfing: durante il soggiorno

  • Fare amicizia.
    Stabilire una connessione con l’host già al primo incontro è fondamentale. Che vi incontriate direttamente a casa loro o in un caffè, cercate il più possibile di essere amichevoli e di fare una chiacchierata per conoscerlo. Siate disponibili a venire incontro anche alle sue esigenze e offritevi di fare qualcosa per loro.
  • Ringraziare.
    Il servizio di Couchsurfing è gratuito, lo sappiamo, ma offrire una birra o una cena o portare un piccolo regalo non ha mai ucciso nessuno! Mostrare la propria gratitudine è il miglior modo per essere un ospite gradito. Magari, potreste anche offrirvi di ricambiare l’ospitalità nel caso in cui l’ospitante dovesse capitare dalle vostre parti!
  • Lasciare tutto in ordine.
    Al momento di andare via, ricordatevi di lasciare tutto come lo avete trovato. In molte culture, togliere le lenzuola dal letto dopo essere andati via è buona educazione, in ogni caso chiedete all’host come comportarvi. Se poi avete utilizzato qualcosa – caffè, shampoo, varie ed eventuali – cercate di ricomprarlo.

Couchsurfing: dopo il soggiorno

  • Scrivere una review.
    Dal momento che le recensioni sono uno dei parametri determinanti per la scelta dell’host/accettazione del guest, non dimenticatevi di scrivere la vostra opinione sul sito! In questo modo, non soltanto aiuterete i futuri surfer, ma avrete anche modo, ancora una volta, di esprimere la vostra gratitudine o anche dare voce a ciò che davvero non vi è andato giù!

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Couchsurfing: la mia esperienza

Ho sentito una voce chiamare il mio nome, in uno Starbucks le cui vetrate si affacciavano su una piazza ormai buia ma ancora brulicante di persone. Mi sono girata e ho visto la fotografia di Anna prendere vita in un paio d’occhi grandi e un sorriso spensierato. Il tempo di togliersi la giacca, rimanendo in t-shirt e salopette nonostante la temperatura polare esterna, e già aveva un caffè fumante a fianco al mio.
Ci siamo guardate in faccia senza sapere bene cosa dire, ma dopo una frazione di secondo avevamo già scoperchiato le nostre vite: le passioni, le aspirazioni, gli amori, i progetti.

Ne abbiamo parlato davanti ad un piatto thailandese, davanti alla prima, alla seconda e alla terza birra. In un locale fumoso e sgangherato dove mi ha portata a conoscere i suoi amici. Anche a casa sua, nella sua piccola, meravigliosa casetta con le finestre sul tetto, dove c’erano anche delle lucine colorate sulla ringhiera del soppalco dove giaceva il materasso su cui avrei dormito. Avrei voluto che quella notte durasse un po’ di più.

Mentre, il giorno dopo, ci dirigevamo verso la stazione degli autobus, Anna si è fermata improvvisamente e ha deviato in una vietta che apparentemente non conduceva a nulla, se non ad un microscopico, insignificante cortile. Sulla parete antistante, però, c’era il suo ultimo regalo: un murales imponente e colorato, che mi sono affrettata a fotografare. Ma mentre riflettevo su che meraviglia fosse, vedere quell’angolo nascosto che altrimenti non avrei mai scoperto, mi sono resa conto che il regalo più bello è stato averla incontrata.

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