Nello scorso articolo abbiamo visitato virtualmente Dublino, la splendida capitale dell’Irlanda. Ma c’è ancora tanto da vedere in quest’isola verde e piovosa: ecco quindi i 10 luoghi che sebbene, ahimé, visti solo su una cartina, mi hanno fatta innamorare! Se amate la natura selvaggia, gli spazi sconfinati e non disdegnate gli spostamenti in auto, dopo questa lista, correrete a programmare il vostro prossimo road trip in Irlanda!

Glendalough

Iniziamo con Glendalough, una valle glaciale a soli 60 km a Sud di Dublino che ospita, non soltanto il parco nazionale di Wicklow Mountains, ma anche una chiesetta medievale e un cimitero gotico. Immagino già di camminare per chilometri e chilometri fra il verde bagnato del terreno, intorno al lago alimentato dal ghiacciaio ancora attivo. Immagino l’odore di umidiccio della Kevin’s kitchen la piccola chiesa costruita da San Kevin, un prete eremita, nel lontano VI secolo e semidistrutta dagli inglesi nel 1398 insieme agli altri edifici che costituivano il sito monastico. Ma soprattutto, mi affascina l’idea di camminare, immersa nel silenzio, fra le croci celtiche piantate nel terreno, tomba della famiglia nobile di O’Toole.Irlanda_Glendalough

Glen of Aherlow

Sempre in tema di natura incontaminata e immersa nella pace ho scoperto Glen of Aherlow, nella contea di Tipperary. Si tratta di un’altra vallata che si stende ai piedi della statua di Christ the King e che ospita un altro parco naturale dove si può camminare, fare trekking, andare in bici o a cavallo. Qui troviamo anche le montagne di Galtee, le più alte dell’altrimenti pianeggiante Irlanda. Mi ha colpito proprio la nitidezza con la quale si stagliano, al mattino, al margine dell’esteso mare di nebbia!

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Cork

Torniamo fra la gente, almeno per un po’! Cork è la seconda città d’Irlanda per grandezza e sorge pittorescamente sulle rive del fiume Lee. Pare che, dopo una dura recessione, stia risorgendo dalle sue ceneri con il fiorire di una scena un po’ hipster sullo sfondo della tradizione immutata: vede giustapposti infatti caffè artigianali a pub fumosi e strabordanti di musica live, stradine del 17esimo secolo ad edifici di design come la stupenda Opera House. Un mix irresistibile che porta i suoi orgogliosi abitanti a definirla la “vera capitale d’Irlanda“.

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Blarney Castle

A 15 minuti d’auto da Cork sorge un castello duecentesco che custodisce un tesoro molto particolare: la pietra dell’eloquenza. Sulla cima della torre di questo edificio costruito da Corman MacCarthy si trova una pietra dalle origini che si perdono nella leggenda (c’è chi dice che arrivi addirittura dall’esodo di Mosè!) e che ha il potere di infondere la dote dell’eloquenza. Migliaia di “pellegrini” si sono recati a baciarla nell’arco dei secoli, e ancora oggi, il bacio è d’obbligo. La vera stramberia? Il rituale particolare: bisogna farlo, infatti, a testa in giù!Irlanda_Blarney_Castle

Killarney

Siamo giunti alla “coda” dell’isola e siamo nella cittadina di Killarney, molto amata dai viaggiatori, tanto da essere la seconda città per numero di alberghi e B&B dopo Dublino! E non c’è da stupirsene: può vantare, infatti, un gran numero di attrattive turistiche, come i due omonimi laghi, l’elegante cattedrale di St.Mary – una delle chiese neogotiche più belle del XIX secolo – e il Ross Castle. È proprio questo che mi ha affascinata di più: la leggenda narra che il suo fondatore, Mór O’Donoghue viva ancora nelle profonde acque del Lough Leane, lo specchio d’acqua entro il quale il castello si riflette, e che, nella prima mattina di maggio, una volta ogni sette anni, emerga dalle acque sul suo destriero bianco, per fare un giro intorno al lago.

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Ring of Kerry

Sempre nella parte sud occidentale dell’Irlanda si trova un “anello” molto affascinante, una strada circolare di poco meno di 200 km, che riassume il variegato paesaggio irlandese: dalle baie verdeggianti che si immergono nel mare, alle spiagge di sabbia bianca e setosa; dalle isolette rocciose ai piccoli laghi azzurri. La Lady’s view è il punto più alto del tragitto, da dove si può abbracciare l’interezza del Ring, fino a raggiungere con lo sguardo il Killarney National Park. Questo è il posto che più mi dà un senso di pace: godersi lo spettacolo della natura in completa assenza del cicaleccio dei turisti e, magari, in lontananza, con qualche nuvola scura e carica di pioggia.

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Penisola di Dingle

Chi, come me, ama il mare e per il suo essere ribelle e senza limiti, troverà nella Penisola di Dingle la sua massima espressione. Dicono, infatti, che la magia di questa lingua di terra, il punto più a ovest dell’isola e d’Europa, stia proprio nel vedere le onde infrangersi contro gli aguzzi scogli di pietra arenaria ed erodere giorno dopo giorno la terra. In particolare, il promontorio di Slea Head è molto apprezzato per la spettacolare visuale che regala.

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Cliffs of Moher

Scommetto che vi steste domandando quando avrei parlato delle iconiche e mastodontiche scogliere, amatissime dai turisti e impresse nell’immaginario collettivo di tutti come simbolo indiscusso della natura irlandese! Non potevano certo mancare, in questa lista, le Cliffs of Moher, pareti di arenaria, roccia scistosa e roccia sedimentaria alte fino a 218 metri a strapiombo sul mare che fino a 300 anni fa erano un fondale marino. Il dettaglio che mi ha colpito è il Breanan Mór, lo sperone un po’ buffo che se ne stà giù nel mare come una briciola caduta dalla tavola!

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Galway

Si dice che Galway, capoluogo dell’omonima regione, sia la “città più irlandese delle città irlandesi”: raccolta ma affascinante, sembra vibrare di arte e cultura. Forse per la sua natura di città universitaria, pullula di festival letterari e teatrali, mercati, musica e, naturalmente, pub. È, infatti, una delle sedi della NUI (National University of Ireland), fondata nel 1849 e alma mater di numerosi personaggi eminenti irlandesi, come Michael D. Higgins, presidente della Repubblica.

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Giant’s Causeway

Ultima, ma non per importanza, tappa del mio tour ideale dell’Irlanda, è al nord dell’isola, più precisamente al culmine della contea di Antrim e va sotto il nome di Giant’s Causeway, il selciato del gigante. Già l’evocativo nome dà l’idea di quanto mozzafiato sia questo agglomerato costituito da circa 40 mila colonne di basalto, che si sono formate più di sessanta milioni di anni fa da un’eruzione vulcanica e che si innalzano fino a 28 metri d’altezza. Molte di esse, poi, sono nascoste sotto il fondale marino. La leggenda vuole che sia stato il gigante Finn McCool a costruirle, per recarsi in Scozia a combattere il rivale Angus. Oltre che per la peculiarità di questo aggregato di rocce, il Giant’s Causeway è famoso per essere un’oasi faunistica e naturale, in quanto ospita specie di piante rare e uccelli marini protetti e, nel 1986 è stato insignito dall’Unesco del titolo di patrimonio dell’umanità.

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Inutile dirlo, questa carrellata mi ha messo una indicibile voglia di prendere uno zaino e partire! E a voi?