Rimini è la città dalle mille anime, meta immancabile ogni anno degli amanti del divertimento e delle famiglie in cerca di relax. Ma la provincia riminese offre grandi attrazioni anche per coloro che sono attratti dalle bellezze architettoniche. A 10 km a nord di Rimini sorge l’antico borgo medievale di Sant’Arcangelo di Romagna, uno tra i più bei borghi romagnoli, ricco di nobili palazzi, case borghigiane, vicoli e piazzette che le hanno conferito il titolo di Città d’Arte. Ideale per una fuga di un giorno dal caos della Riviera, o per una passeggiata e una cena romantica durante le vacanze Romagnole.

Sant'Arcangelo dall'alto

Il medioevo oggi

Sant’Arcangelo oggi conta quasi 22.000 residenti, ma è ancora ben riconoscibile la tipica struttura del borgo fortificato medioevale. Il cuore del paese antico è adagiato sul Colle Giove, dal quale la pianura circostante è dominata dalla solida Rocca. L’abitato era fortificato già dal XII secolo sotto la dominazione dei conti Ballocchi, mentre i Malatesta nel secolo successivo arricchirono e ingrandirono il castello. 

Nel medioevo la popolazione dovette ingegnarsi per difendersi dagli assedi e garantirsi la sopravvivenza. Il borgo infatti sorge su una vera e propria città sotterranea, fatta di cunicoli, pozzi, gallerie e imponenti sale circolari: sono state contate almeno centocinquanta grotte solo nella parte orientale del Colle Giove. Molte di queste erano dedicate alla conservazione del vino, degli alimenti deperibili e per nascondere i cereali, altre erano luoghi di culto. I granai sotterranei sono ben trecento, segnalati da targhe tra i ciottoli dei vicoli del borgo o all’interno delle corti dei palazzi.

Grotta a Sant'Arcangelo

Assolutamente da non perdere

Fulcro della cittadina è la titanica Rocca Malatestiana, oggi residenza privata, fatta erigere da Carlo Malatesta nel 1386. Si dice che tra le mura della torre più alta della rocca vennero uccisi Paolo e Francesca, i due innamorati clandestini cantati nella Divina Commedia di Dante Alighieri.

Passeggiando tra i vicoli del borgo si ha modo di vedere tutti i luoghi più interessanti. Piazza delle Monache è una graziosa piazza medievale sulla quale si affacciano edifici di pregio, un raro pozzo d’epoca ed è anche l’accesso ad una tra le grotte più belle. Nella Piazzetta delle Monache si erge anche un simbolo della cittadina, la Torre del Campanone, alta 25 metri ed eretta nel 1893 sui resti dell’antica fortificazione.

Nei pressi della Porta Cervese, risalente al XIV secolo, l’antica porta che collegava il borgo con Cervia, ci si imbatte in una struttura alquanto singolare in muratura. Si tratta della sommità di una antica neviera, racchiusa in gran parte all’interno di un ristorante. Una sorta di uovo perfetto, riempita in passato di neve pressata ed utilizzata per la conservazione delle carni (è accessibile dal locale che l’ha inglobata). Via Ruggeri ha ospitato nei secoli numerose ghiacciaie di questo tipo, per via della sua esposizione a nord.

Rocca Malatestiana Sant'Arcangelo
La Rocca Malatestiana

Tradizioni artigiane a Sant’Arcangelo

Sant’Arcangelo è un luogo speciale perchè conserva ancora le più antiche tradizioni artigiane romagnole. La Stamperia Marchi rappresenta una delle botteghe artigiane in assoluto più vecchie dell’Emilia Romagna. Conserva dal 1633 un antico mangano, funzionante ancora oggi, unico al mondo per dimensioni e peso. Il meccanismo di funzionamento prevede che due operai, camminando dentro una ruota lignea, azionino due grandi rulli di pietra che stirano e stampano la tela. Una tovaglia o un grembiule da cucina o altre simpatiche creazioni artigianali stampate a ruggine sono un bellissimo ricordo di Sant’Arcangelo.

La Romagna a tavola

Il legame con la tradizione si riscontra anche a tavola: non dimentichiamo di essere in Romagna, la patria della sfoglia fatta in casa, della piadina e delle tagliatelle fresche.

monte di San Marino visto da Sant'Arcangelo
Il monte di San Marino visto da Sant’Arcangelo

Fate un salto all’osteria La Sangiovesa, da molti considerata la migliore della città. Il ristorante sorge all’interno del Palazzo del Conte Nadiani, di origine settecentesca. I sotterranei conservano ancora nel loro aspetto originario, le cantine e le profonde grotte, alcune di queste adibite a dispense del ristorante. Una di queste è la cosiddetta Cantina di Paolo e Francesca, per ricollegarsi alla leggenda che vede i tragici eventi raccontati dall’Alighieri svolgersi proprio a Sant’Arcangelo. 

Il Lavatoio Bistrot si trova nel pieno centro storico, nella zona dove, fin dopo la seconda guerra mondiale, sorgeva il Lavatoio comunale. Al bistrot si trova l’ultimo lavatoio rimasto in città, costruito nella pietra. Il Lavatoio esprime il suo legame col territorio attraverso serate in collaborazione con la Biblioteca Bandini, dove si cena sfogliando i libri che parlano di Santarcangelo, della Romagna, le poesie in dialetto, le fotografia in bianco e nero della realtà rurale.

Il Lazaroun nasce attorno al 1800 in un antico palazzo quattrocentesco del centro storico. Un’antica trattoria di famiglia che si è fatta elegante ma non dimentica mai le sue origini di osteria. A centro sala si trova la zona barbecue, dove i clienti possono scegliere il taglio che preferiscono e vederlo cucinare sotto i loro occhi. I pregiati salumi, i formaggi, le marmellate e il miele, gli oli, i vini, la pasta fatta in casa e i sughi sono disponibili alla vendita.

Notte Sant'Arcangelo

Vale davvero la pena di scoprire Sant’Arcangelo: l’atmosfera dell’antico borgo e la bellezza architettonica lasciano incantati tutti i visitatori, per non parlare dei profumi e dei sapori della tradizione romagnola.