Dopo AirBnb, Couchsurfing e BlaBla Car, pensavo che se le fossero inventate davvero tutte per accontentare i viaggiatori amanti del low-cost! Ancora una volta, invece, mi sono dovuta ricredere: quando, cioè, scrollando pigramente il feed di Facebook, sono approdata sulla pagina di TalkTalkBnb.

In cosa consiste quest’applicazione dal nome buffo? Come funziona? E soprattutto, in che modo rivoluziona il modo di viaggiare? Scopriamolo insieme!

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TalkTalkBnb: cos’è

TalkTalkBnb è l’ultima figlia della sharing economy e del social travelling. Si tratta, infatti, di un’applicazione che punta sulla condivisione per ottenere un risparmio, nella fattispecie, mettendo in contatto i viaggiatori con gli abitanti locali: i primi, cercano un alloggio per la notte con un budget ristretto, mentre i secondi, hanno un posto letto libero da offrire. Fin qui niente di nuovo. La vera rivoluzione è la valuta di cambio: non più il denaro, bensì quanto di più intrinsecamente umano esiste, la parola. Il viaggiatore ospitato, infatti, ricambia offrendo all’ospitante l’opportunità di praticare la sua lingua gratuitamente. Geniale, no?

TalkTalkBnb: come funziona

Sulla piattaforma di TalkTalkBnb, ci si può registrare come viaggiatore o come ospitante. In entrambi i casi, sulla base delle ricerche, verranno messe in contatto le esigenze coincidenti: la città destinazione da una parte, la lingua che si desidera praticare dall’altra. Ad esempio, un madrelingua italiano che cerca un alloggio a Londra, troverà londinesi che vogliono praticare l’italiano. Il risultato è una win-win situation a cui mi stupisce che nessuno abbia pensato prima! Ebbene, è solo a marzo 2016 che il geniale Hubert Laurent ha lanciato TalkTalkBnb, a partire da un’esigenza reale: quella di far praticare alla figlia la lingua inglese senza spedirla in Inghilterra.

Se Maometto non va alla montagna…

Da quel giorno, gli iscritti sono cresciuti rapidamente e hanno contribuito alla popolarità dell’app, che passa, ovviamente, soprattutto tramite i social: Facebook, Instagram e Twitter sono le piattaforme dov’è possibile leggere le testimonianze di viaggiatori e ospitanti, guardare le fotografie ricordo dei loro viaggi e, perché no, fantasticare sulla prossima meta da raggiungere!

TalkTalkBnb: perché

Ciò che più mi piace di TalkTalkBnb è il fatto che non è basata, come altre applicazioni simili, solamente sulla fiducia reciproca e sull’ospitalità – pur valori quanto mai preziosi e non banali – ma anche sulla valorizzazione di una ricchezza, quella linguistica, che spesso sottovalutiamo. TalkTalkBnb sembra cucita addosso al giovane viaggiatore come me lo immagino io: curioso, entusiasta, aperto e… un po’ logorroico!

Se ti sei rispecchiato in questa descrizione, che aspetti a provare?